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CrystalDiskMark

CrystalDiskMark

Da Crystal Dew World

24/05/26
9.0.3
Software libero

CrystalDiskMark è un benchmark gratuito e preciso per misurare la velocità di dischi, SSD e unità USB. Facile da usare ma ricco di opzioni, offre test realistici e personalizzabili. Compatibile con quasi tutte le versioni di Windows, è uno standard.

Nessuna minaccia alla sicurezza rilevata. Controllato oggi tramite Google Safe Browsing

Informazioni su CrystalDiskMark

 La prima volta che apri CrystalDiskMark pensi: “Ah, un programmino qualsiasi per testare i dischi. ” Sbagliato. Perché appena ci metti le mani capisci che dietro quell’interfaccia sobria c’è una mente quasi ossessiva per la precisione, un gusto per la misura al millisecondo, come un orologiaio giapponese che non sopporta l’approssimazione.  
Serve a tutti, davvero: dal curioso che vuole sapere se il suo vecchio hard disk regge ancora il colpo, al tecnico maniaco dei numeri che confronta SSD come fossero cavalli da corsa. E la cosa buffa è che non ti travolge con grafici incomprensibili o menù da ingegnere NASA; no, CrystalDiskMark è diretto, regolabile quanto basta e, soprattutto, affidabile come un amico che non mente mai sui risultati.  È diventato una specie di punto di riferimento. Un coltellino svizzero per misurare la velocità di tutto ciò che immagazzina dati: dischi rigidi, SSD, chiavette USB e persino unità di rete. 
Dietro c’è Crystal Dew World (nome poetico, quasi da manga) e il programma esiste in più incarnazioni: Standard, Aoi e Shizuku Edition. Stesso cuore tecnico, ma con abiti diversi e qualche sfumatura di personalità. 
E non è un fossile digitale. Si evolve. Ogni aggiornamento lima qualcosa, aggiunge compatibilità, si adatta ai nuovi standard senza perdere quella solidità che l’ha reso famoso. È come un artigiano che continua a perfezionare il suo strumento preferito: sempre lo stesso spirito, ma con un tocco in più ogni volta.

Perché dovrei scaricare CrystalDiskMark?

 Vale la pena scaricarlo. Sul serio.  CrystalDiskMark è uno di quei piccoli strumenti che sembrano innocui, poi ti accorgi che senza di lui non capisci più nulla delle prestazioni del tuo disco. Ti mostra, con una chiarezza quasi spietata, quanto davvero il tuo sistema sa leggere e scrivere: in sequenza, a caso, e persino in quelle situazioni miste che ricordano il caos della vita reale, quando il computer fa mille cose insieme e tu lo guardi con aria sospetta chiedendoti “ma perché sei lento oggi?”.  
Tre modalità, tre anime: Peak Performance per chi vuole spremere ogni byte come se fosse l’ultimo respiro del processore; Real World Performance, più onesta, più umana, quella che ti dice “ehi, nella realtà andrà così”; e infine Demo, una passerella leggera per chi vuole solo dare un’occhiata senza stressare troppo l’hardware. 
Cambiare profilo è come cambiare marcia: dipende da dove vuoi arrivare.  Poi c’è la parte che fa sentire un po’ scienziati pazzi: puoi decidere quante volte ripetere i test (da 1 a 9, con 5 come punto di partenza), quanto grande dev’essere la prova (da minuscoli 16MiB fino a mostruosi 64GiB) e perfino quale unità mettere sotto torchio. Se provi una chiavetta USB lenta come una lumaca, meglio restare su dimensioni piccole; ma se hai un SSD moderno e arrogante, allora sì, spingi pure al massimo. Ah, e puoi anche misurare dischi di rete (ma solo se avvii il programma senza i privilegi da amministratore, altrimenti non li vedi). Strano ma vero. 
L’interfaccia? Amichevole come un vecchio compagno di laboratorio. I risultati si copiano con un clic, si salvano in file di testo (UTF‑16LE, per i puristi) o si esportano in immagini PNG, JPEG o BMP se vuoi vantarti online. Ci sono temi grafici, regolazioni dei caratteri, zoom e lingue varie: un piccolo universo personalizzabile. E per chi non ha voglia di smanettare troppo ci sono preset già pronti (“Default”, “NVMe SSD”) che fanno tutto da soli. Ma se ti piace sporcarti le mani puoi modificare blocchi, code e thread fino all’ultimo dettaglio.  Insomma: semplice fuori, nerd dentro. E funziona maledettamente bene.

CrystalDiskMark è gratuito?

 Gratis. Completamente. CrystalDiskMark non ti chiede un centesimo, e non è uno di quei programmi che ti sorridono all’inizio per poi tirarti la fregatura dopo tre clic: è rilasciato sotto licenza MIT, quella che praticamente ti dice “fai pure quello che vuoi, copia, modifica, vendi, mescola, pubblica”. Una libertà quasi anarchica, se ci pensi bene, eppure funziona: chiunque può usarlo, dal ragazzino smanettone al reparto IT di una multinazionale.  E sai la cosa buffa? Nessun muro a pagamento. Niente funzioni “premium” nascoste dietro un bottone dorato. Tutto quello che vedi sul sito ufficiale è tuo, senza limiti di dimensione dei test o modalità di prestazione bloccate. Tutto libero. 
Certo, gli sviluppatori non vivono d’aria. Sul sito trovi un piccolo invito, discreto ma sincero, a lasciare una donazione per sostenere il progetto. Non è un obbligo, è più un gesto di riconoscenza: chi vuole contribuisce, chi no continua a usare il programma senza sensi di colpa. Un equilibrio raro tra gratuità e sopravvivenza.  Forse è anche per questo che CrystalDiskMark è diventato una specie di standard mondiale nel suo campo: da quando è nato nel 2007 non ha mai tradito la sua promessa di apertura totale. E in un mondo dove tutto tende a chiudersi dietro abbonamenti e licenze opache. . . beh, fa quasi tenerezza vedere che qualcuno crede ancora nella libertà del software.

Con quali sistemi operativi è compatibile CrystalDiskMark?

 CrystalDiskMark va d’accordo con quasi tutto. Davvero, è come quel tipo che si trova bene ovunque lo metti.  Funziona sia sulle versioni “casalinghe” di Windows che su quelle da server, quindi va bene tanto per chi smanetta nel salotto quanto per chi gestisce un datacenter pieno di lucine e rumori di ventole. 
Sul lato “utente comune”, gira su XP, Vista, 7, 8, 8. 1, 10 e pure 11, praticamente un viaggio nel tempo che copre più di vent’anni di Windows, dai tempi dei monitor a tubo catodico fino ai portatili ultraleggeri di oggi. 
Sul fronte server? Anche lì non si tira indietro: supporta 2003, 2008, 2012, 2016, 2019, 2022 e perfino il futuro 2025. Una lista che sembra una collezione di figurine per sistemisti nostalgici.  E non finisce qui. 
Lui parla fluentemente x86, x64 e ARM64 (insomma, non fa il difficile con l’hardware). Questa elasticità gli permette di girare su configurazioni molto diverse tra loro, dai vecchi PC d’ufficio ai mostri da laboratorio informatico. 
C’è però una piccola nota stonata (e va detta): il sito ufficiale specifica che l’installer e la versione x64 non vogliono saperne di Windows XP o Server 2003 (NT5. x). E i dinosauri come Windows 95, 98, Me, NT4 e 2000? Niente da fare, restano fuori dal gioco.  Installarlo è quasi banale. 
Puoi scegliere la Zip Edition o la Installer Edition: la prima la scompatti dove vuoi e quando ti stufi basta cancellare i file; la seconda si integra con il classico “Aggiungi/Rimuovi programmi” di Windows, roba pulita e ordinata. In entrambi i casi, anche chi non è un mago del computer riesce a farlo partire senza sudare troppo.

Quali sono le alternative a CrystalDiskMark?

 Cerchi un programma per fare benchmark che non sia CrystalDiskMark? Ce ne sono, eccome. Alcuni più strani, altri più completi.  AnTuTu Benchmark, per esempio. È un nome che gira ovunque: lo trovi su quasi ogni smartphone quando qualcuno vuole capire “quanto spinge” il proprio telefono. CPU, GPU, memoria… tutto dentro lo stesso calderone di test. Però, e qui viene il punto, non è proprio fatto per misurare i dischi; è più un tuttofare, mentre CrystalDiskMark resta il chirurgo specializzato della velocità di archiviazione. 
 Poi c’è 3DMark. Ah, quello sì che è un mostro grafico! Un set di prove pensato per spremere la GPU e vedere se la tua macchina regge l’urto dei giochi più pesanti. Non serve per i dischi, no, ma chi vuole un quadro completo di prestazioni (grafica e storage insieme) spesso li usa in coppia: 3DMark per i muscoli visivi, CrystalDiskMark per la memoria che corre.  
Un altro nome che spunta spesso? Maxon Cinebench. È il preferito da chi ama torturare le CPU con rendering infiniti. Ti dice quanto è potente il cervello del tuo computer quando deve macinare immagini e calcoli pesanti. Non si sovrappone a CrystalDiskMark: si completano a vicenda, come due strumenti diversi nella stessa orchestra tecnologica. 
E infine OCCT. Lui è il maniaco del controllo: stressa tutto (alimentatore, GPU, CPU) finché non resta un solo dubbio sulla stabilità del sistema. Non sostituisce CrystalDiskMark, ma lo affianca come guardiano silenzioso della salute generale del PC. Se vuoi davvero sapere come sta la tua macchina sotto pressione, OCCT è quello che ti serve nel kit degli attrezzi digitali.

CrystalDiskMark

CrystalDiskMark

Software libero
9.0.3

Specifiche

Versione 9.0.3
Ultimo aggiornamento 24 maggio 2026
Licenza Software libero
Autore Crystal Dew World
Categoria Utility
Sistema operativo Windows XP/Vista/7/8/10/11, Windows Portable - XP/Vista/7/8/10/11

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