Hades II. Già il nome suona come un tuono che rimbalza nell’Ade. È il seguito del pluripremiato Hades di Supergiant Games, ma non è solo un “numero due”: è un’espansione smisurata, una spirale che inghiotte meccaniche, miti e storie del primo capitolo e li risputa più feroci, più vivi. Questa volta non sei Zagreus. Sei sua sorella, la figlia di Ade e Persefone, e il tuo compito è tutt’altro che una passeggiata: affrontare Crono, il divoratore del tempo, fuggito dalla prigione e pronto a ingoiare dèi e mortali come fossero briciole. Una follia cosmica. La trama riprende esattamente dove l’altra si era fermata, ma cambia voce, ritmo, colore: una nuova eroina, nuovi alleati divini e nemici che sembrano usciti da un incubo barocco. Ti addestri sotto l’occhio severo della dea della stregoneria. Non è una maestra paziente: pretende che impari a fondere corpo e incantesimo, lama e sortilegio, in un unico gesto fluido. Il combattimento è rapido, quasi isterico; se ti fermi un secondo sei cenere. Devi colpire, schivare, evocare, manipolare il tempo stesso come fosse argilla calda tra le dita.
E poi c’è l’Ade, o meglio: i suoi strati infiniti. Ogni livello ha la propria fauna di mostri e divinità capricciose; ogni volta che ricominci, il mondo si ricrea da zero, come se ti sfidasse a reinventarti con lui. Muori? Certo che muori. Ma ogni morte sussurra qualcosa di nuovo: dialoghi inediti, frammenti di verità, piccoli passi avanti in un viaggio che non si ripete mai davvero. Nel frattempo parli con dèi annoiati, spiriti malinconici e altre creature dell’oltretomba (ognuno con la sua storia contorta) e le tue scelte cambiano tutto: amicizie, alleanze, rancori eterni. Lo stile visivo resta quello ipnotico del primo gioco, ma la narrazione scorre senza interruzioni, come un fiume d’ombra che ti trascina sempre più giù. Puoi trovarlo su Windows, macOS e Nintendo Switch. E sì: preparati a perderti di nuovo laggiù, dove anche la morte ha memoria.
Perché dovrei scaricare Hades II?
Cos’ha di speciale Hades II? La risposta breve: il combattimento. La lunga: un turbine più rapido, più profondo, più astuto del precedente, dove ogni colpo sembra una danza e ogni errore un peccato capitale. Ti ritrovi a menare fendenti con un bastone che pare vivo, a scagliare incantesimi che odorano di tempesta, e a mischiare tutto in combinazioni che fanno scintille. Le armi non restano mai uguali: crescono con te, si lasciano plasmare. E poi ci sono le benedizioni divine, capricciose, potenti, che ti rimettono in sesto quando l’energia cala o ti regalano quella frazione di velocità che salva la pelle. Ogni discesa negli Inferi è una storia nuova.
Niente repliche. Nemici diversi, eventi strani, materiali da raccogliere per forgiare armi o potenziare abilità; e ogni volta impari qualcosa, su di loro, su te stesso, su quel mondo che cambia sotto i tuoi piedi. Anche quando fallisci (e succede), qualcosa resta: un frammento di potere, una meccanica sbloccata, un piccolo passo avanti che ti spinge a tentare ancora. Il contesto mitologico? Un delirio affascinante. Le divinità greche tornano in scena ma con ruoli ribaltati, quasi teatrali; alcune nuove, altre irriconoscibili nella loro modernità. Ti osservano, ricordano le tue scelte, ti giudicano con ironia o affetto (dipende dall’umore del giorno). Con Hecate puoi discutere di magia come due vecchie streghe al mercato; con Moros senti il peso del destino; con Nemesi… beh, lei non dimentica nulla. Ogni dialogo apre una crepa nella trama e lascia filtrare luce o oscurità. E sì, resta un roguelike. Ma uno libero come pochi.
Puoi perderti nei rituali, sperimentare con l’alchimia, raccogliere materiali rari o scoprire passaggi segreti che cambiano il ritmo della tua avventura. I mondi si ricreano da soli: stanze che mutano forma, nemici che si reinventano, ricompense mai identiche (come se l’Ade stesso si divertisse a confonderti). Visivamente è una meraviglia: colori che bruciano, luci che respirano insieme alla musica. Tutto reagisce ai tuoi gesti: persino il silenzio tra due battaglie sembra vivo. Il gioco dosa sfida e gratificazione con una precisione quasi artigianale. E puoi scaricarlo su Windows o macOS… oppure portartelo dietro su Nintendo Switch, per combattere gli dèi anche sul treno delle sette e quarantacinque.
Hades II è gratuito?
Hades II non è gratis. No, niente sogni: si paga, ma il prezzo è onesto, quasi timido per quello che offre. E poi c’è solo una versione, quella base, nuda e cruda, senza edizioni deluxe o altre trovate da collezionisti compulsivi. Se proprio vuoi esagerare, puoi prendere anche la colonna sonora a parte: un piccolo lusso per le orecchie, diciamolo.Dove si compra? Facile. Steam o Epic Store se stai su macOS o Windows; altrimenti ti butti sul Nintendo eShop e te lo porti a casa per Switch, sia la prima che la seconda. Tutto qui. Diretto, senza fronzoli.
Con quali sistemi operativi è compatibile Hades II?
Puoi scaricare Hades II e giocarci praticamente ovunque. Su PC, per esempio. Serve Windows 10 o 11, almeno 8 giga di RAM (non è un capriccio, è proprio il minimo sindacale) oppure puoi farlo girare su macOS (dalla versione 12 in su) se hai un chip M1 o qualcosa di più tosto. E sì, puoi scegliere: tastiera e mouse come un purista, oppure pad alla mano, se preferisci la comodità da divano. Ah, e non dimentichiamoci la Switch. Il gioco è stato rimesso a nuovo anche lì, sia sulla prima che sulla seconda generazione della console portatile di casa Nintendo; un lavoro certosino, quasi affettuoso. Per le altre console? Niente da fare. Almeno per ora, Hades II resta un po’ snob: non si concede a tutti.
Quali sono le alternative a Hades II?
Shape of Dreams Sogni che si fanno battaglie. Un roguelike d’azione e avventura dove il ritmo è una frustata e l’atmosfera sembra uscita da un sogno che non vuole finire. Ti muovi tra ricordi sbiaditi e sentimenti che si materializzano in scenari surreali, raccogliendo poteri come frammenti di te stesso: li fondi, li mescoli, li reinventi per cambiare il tuo modo di combattere, come se ogni scontro fosse un autoritratto in movimento. Puoi affrontarlo da solo, se ti piace la solitudine eroica, oppure con tre amici pronti a condividere il caos. Lo trovi su Steam, a pagamento, per PC Windows.
Hell Clock Un nome che già suona come una minaccia. Qui si entra in un vortice di dungeon e acciaio, un hack-and-slash roguelike dove ogni colpo è una promessa di gloria o di rovina. Sei un guerriero (o qualcosa che gli somiglia) e l’obiettivo è uno solo: salvare il mondo, anche se il mondo non sembra troppo interessato a essere salvato. Ogni nuova partita ti rende più forte, ma non c’è tempo per respirare: la velocità è spietata, quasi crudele. Più scendi in profondità, più i tesori diventano folli; puoi creare combinazioni assurde di abilità per spremere ogni goccia di potenza dal tuo personaggio. Anche questo vive su Steam, per chi gioca su Windows.
Diablo IV Un colosso. Il quarto capitolo di una saga che ha riscritto le regole del genere action RPG, e lo fa con un mondo aperto che sembra respirare da solo. Ti costruisci il tuo alter ego scegliendo tra sei classi (dal Barbaro al Druido, dal Necromante al Ladro, fino all’Incantatore o allo Spiritborn) e poi via, dentro un inferno elegante fatto di missioni, boss titanici e bottini che brillano come tentazioni proibite. Ogni arma trovata è una storia nuova, ogni quest una piccola ossessione da portare a termine. È un titolo a pagamento, disponibile su Windows, PlayStation e Xbox: un invito a perdersi con stile nell’oscurità.