NieR: Automata. Un titolo che ti entra sotto pelle. È un videogioco d’azione e di ruolo, ma dire solo questo è come descrivere un temporale chiamandolo “pioggia”: non basta. Dentro ci sono combattimenti fulminei, una trama adulta fino al midollo e quelle domande filosofiche che ti restano addosso anche quando spegni la console. Creato dai folli (in senso buono) di PlatinumGames e pubblicato da Square Enix, ti trascina in un futuro lontano e marcio, dove i resti dell’umanità si aggrappano alla sopravvivenza mentre orde di macchine aliene combattono usando corpi di androidi come armi e scudi insieme. Tu sei uno di loro. O meglio: tre di loro. 2B, 9S, A2, nomi che suonano come sigle ma dietro cui si nascondono pezzi di anima sintetica, frammenti di qualcosa che assomiglia pericolosamente all’essere vivi. Ti muovi in territori smisurati, deserti e città sventrate; combatti nemici che sembrano fatti d’acciaio e disperazione; scopri segreti che ti ribaltano la testa e ti fanno chiedere: “Ma io, davvero, cosa sono?”.
Il bello (o il terribile) è che NieR: Automata non si accontenta di essere un solo tipo di gioco. È un miscuglio elegante e caotico: azione pura, sì, ma anche sparatutto infernale, piattaforme sospese nel vuoto e momenti di esplorazione quasi contemplativa. Ogni nuova partita cambia prospettiva, ribalta le carte, mostra lati nascosti dei personaggi e del mondo stesso. È come leggere lo stesso libro tre volte e scoprire ogni volta un capitolo segreto scritto a matita sul margine. E poi c’è la musica (inquietante come un sogno che non vuoi dimenticare) e l’estetica, un quadro digitale che alterna rovina e bellezza. Tutto si fonde in qualcosa che non si dimentica più, nemmeno quando scorrono i titoli di coda e rimani lì, immobile, con quella strana malinconia addosso che solo i grandi giochi sanno lasciare.
Perché dovrei scaricare NieR: Automata?
Non c’è argomento migliore, davvero, per tuffarsi in NieR: Automata che questo: nessun altro gioco mescola storia e azione con una tale sfacciata naturalezza. Un vortice. L’azione, figlia di quella scuola che ha partorito Bayonetta, mica pizza e fichi, è frenetica, viva, quasi nervosa; ogni colpo vibra come se la lama avesse un’anima, e le combo aeree sembrano coreografie di un balletto impazzito tra piogge di proiettili che ti sfiorano per un soffio. Poi c’è la questione delle armi, delle strategie, delle scelte. Un labirinto di possibilità.
Il valore del gioco non sta solo nei riflessi, ma nella capacità di pensare due mosse avanti, di costruirsi il proprio stile come un artigiano che lima la spada perfetta; e quando credi di aver capito tutto, NieR: Automata ti spiazza, perché non si accontenta di saziare la fame d’azione (no) ti serve una storia che si contorce su se stessa, piena di dilemmi morali e personaggi che restano incollati alla memoria come cicatrici. E poi il mondo. Accidenti, quel mondo! Città sbriciolate dal tempo, deserti che sembrano sospesi tra sogno e rovina, fabbriche abitate da fantasmi meccanici e foreste dove il verde ha un suono malinconico. Tutto respira segreti. Ogni angolo invita a perdersi, e la musica (oh, quella musica) non accompagna soltanto: ti trascina dentro. Cambia umore insieme al gioco, si piega al tono del momento, amplifica le scene più intense fino a farti dimenticare dove finisce lo schermo e dove inizi tu. Ma il colpo di grazia arriva quando il gioco decide di farti pensare.
Libero arbitrio? Coscienza? Il prezzo della guerra? Il senso stesso dell’esistenza in un mondo che sembra averlo smarrito? Tutto viene messo sul tavolo con una lucidità quasi crudele. E mentre rigiocando scopri nuove prospettive (nuove verità che ribaltano ciò che credevi di sapere) ti accorgi che non ci sono risposte facili. Solo domande che restano a ronzarti in testa anche dopo i titoli di coda. Per chi cerca un’esperienza che sia insieme adrenalina pura e riflessione profonda, NieR: Automata non è solo un gioco. È una ferita luminosa da cui non vuoi guarire.
NieR: Automata è gratuito?
NieR: Automata gratis? Macché. È un titolo di fascia alta, uno di quelli che ti costringono a mettere mano al portafoglio una sola volta, ma con la sensazione di comprare qualcosa di vero, non un giocattolino digitale da due spicci. E poi dipende da quale edizione ti capita tra le mani: alcune arrivano con chicche extra, costumi assurdi, armi che sembrano uscite da un sogno febbrile e persino espansioni (una in particolare porta il nome di una canzone elettropop cinese, e dentro ci trovi arene nuove e sfide che ti fanno sudare le dita). Una volta pagato, il gioco è tuo. Completo. Senza quelle fastidiose monetine virtuali o pubblicità che ti interrompono proprio quando stai per capire chi sei davvero in quella storia piena di malinconia e acciaio. Certo, esistono edizioni speciali o bundle che sbloccano qualche extra qua e là; ma la verità è che l’avventura principale, quella vera, quella che ti resta addosso, è già tutta lì, densa, piena fino all’orlo come un romanzo che non vuoi finire.
Con quali sistemi operativi è compatibile NieR: Automata?
Puoi giocarci praticamente ovunque. Davvero, sembra che abbiano deciso di non lasciare nessuno fuori: PlayStation 4, PlayStation 5 (sì, funziona anche lì grazie alla retrocompatibilità), Xbox One, le nuove Xbox Series X/S e pure il caro vecchio PC con Windows. Un esercito di piattaforme. Sul computer, poi, la faccenda si fa interessante: lo trovi nei grandi store digitali, gira su macchine modeste ma, e qui viene il bello, se hai un sistema più potente, il sangue schizza meglio, le ombre respirano, tutto diventa più. . . vivo.
O disturbante, dipende da come la prendi. I comandi? Lisci come seta. Hanno limato tutto: tastiera e mouse rispondono senza capricci, ma anche col pad ti senti in mano qualcosa di preciso, calibrato. Alcune versioni si vantano pure di risoluzioni più alte o frame rate che sembrano voler bucare lo schermo; dipende dal tuo hardware, ovviamente. E sai qual è la magia? Che questo continuo salto tra console e PC non è solo una questione tecnica: è come se il gioco stesso volesse farsi trovare da chiunque abbia voglia di perdersi nella sua strana miscela di azione furiosa e domande filosofiche che ti restano addosso anche dopo aver spento tutto.
Quali sono le alternative a NieR: Automata?
Ci sono videogiochi che, a modo loro, respirano la stessa aria di NieR: Automata. Pochi, ma ci sono. Black Myth: Wukong, per esempio. Un action RPG immerso nella mitologia cinese, dove il combattimento scorre come un fiume in piena, fluido, elegante, quasi ipnotico, e ogni colpo sembra raccontare una leggenda antica. Le immagini? Da restare muti. La storia? Profonda come un pozzo in una notte senza luna. Chi ama i giochi frenetici ma con un’anima morale, quelli che ti fanno ridere e pensare nello stesso respiro, troverà qui pane per i propri pollici.
Poi c’è Stellar Blade. Un nome che suona come una promessa. Un tempo si chiamava Project Eve, ora è un turbine di fantascienza e stile. Battaglie che ti lasciano senza fiato, ambienti smisurati da esplorare, un’estetica che sembra uscita da un sogno lucido e un gameplay denso come miele scuro. Quel miscuglio di futuro e intensità lo rende una scelta quasi naturale per chi ha amato l’equilibrio perfetto di NieR: Automata tra azione e introspezione.
E infine lei: Bayonetta. La regina del caos elegante. Creata dallo stesso team che ha dato vita ai combattimenti di NieR: Automata, è pura adrenalina vestita di lustrini e ironia tagliente. Non punta tutto sulla trama, no, qui lo spettacolo è il centro del palcoscenico, ma regala scontri contro boss memorabili e combo così esagerate da sembrare coreografie di danza infernale. Chi cerca ritmo, velocità e un pizzico di follia troverà in Bayonetta una compagna perfetta: una supereroina fuori misura con un senso dell’umorismo tutto suo, capace comunque di far vibrare la stessa corda emotiva che NieR: Automata ha toccato in tanti giocatori.