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OpenVPN

OpenVPN

Da OpenVPN

4,6 Play Store (214.252 voti)
4,8 App Store (40.019 voti)
22/10/26
2.7.8
Dimostrazione

OpenVPN è un protocollo e software open source nato nel 2001 che crea tunnel cifrati tra client e server, garantendo sicurezza, flessibilità e trasparenza. Gratuito nella versione Community, è compatibile con tutti i principali sistemi operativi.

Nessuna minaccia alla sicurezza rilevata. Controllato oggi tramite Google Safe Browsing

Informazioni su OpenVPN

 OpenVPN. Un nome che gira da anni, quasi un veterano del web sotterraneo. È insieme un protocollo e il programma che lo fa respirare, nato nel 2001 dalla mente di James Yonan, sì, un tipo che ha deciso di regalarlo al mondo sotto licenza GNU GPL, cioè: codice aperto, libero, nudo davanti a chiunque voglia curiosare, migliorare o smontarlo pezzo per pezzo. E questa trasparenza, diciamolo, è la sua corazza: due decenni di fiducia guadagnata a colpi di rigore e community.  Funziona così: crea un tunnel segreto tra client e server. 
Un passaggio invisibile dove i dati scorrono come pesci sotto il ghiaccio, lontani dagli occhi indiscreti di chi intercetta connessioni per mestiere o per noia. Dentro quel tunnel c’è cifratura forte (roba seria) gestita con OpenSSL e TLS; algoritmi come AES‑256 o ChaCha20 fanno da guardiani silenziosi. E poi c’è quella chicca chiamata Perfect Forward Secrecy: anche se qualcuno rubasse una chiave di sessione, non potrebbe aprire le altre. Un colpo da maestro. 
Può viaggiare su UDP o TCP. Il primo è veloce come una moto senza marmitta; il secondo più prudente, perfetto quando la stabilità conta più della corsa. E grazie alla possibilità di usare la porta 443 (quella del traffico HTTPS comune) OpenVPN passa spesso inosservato anche nei posti dove i firewall sono più sospettosi del solito. Ah, e con il NAT se la cava benissimo: non si perde nei labirinti delle reti complesse.  Chi lo usa? 
Un po’ tutti: freelance in pigiama collegati alla rete aziendale, imprese che vogliono unire sedi sparse come isole lontane, smanettoni che non si fidano del Wi‑Fi del bar, sviluppatori che devono far entrare qualcuno nei sistemi interni senza spalancare le porte a tutti. E la cosa bella è che puoi ospitarlo tu stesso: niente intermediari, nessun servizio terzo a ficcare il naso. Solo tu e la tua rete, sotto chiave digitale.

Perché dovrei scaricare OpenVPN?

 OpenVPN è come avere le chiavi di tutto. Puoi decidere ogni singolo dettaglio, dal modo in cui la VPN respira fino a come si comporta quando la metti sotto stress. Non è una di quelle soluzioni “chiuse a chiave” dove non puoi toccare nulla: qui vedi tutto, dal tipo di cifratura alla lunghezza delle chiavi, dalle regole di instradamento ai metodi di autenticazione. Insomma, se vuoi costruirti una VPN su misura, cucita addosso alle tue esigenze e non un vestito taglia unica preso dallo scaffale, questa è la tua officina digitale.  La sicurezza? Solida come una roccia. 
Il codice è stato passato al setaccio più volte da revisori indipendenti; e poi c’è quella magia dell’open source: quando spunta una vulnerabilità, la comunità la fiuta e la sistema in un lampo, con una rapidità che le aziende chiuse si sognano. Per chi deve dimostrare serietà nella gestione della sicurezza, poter dire “usiamo un protocollo controllato da tutti e verificato da esperti esterni” è un vantaggio che pesa, eccome se pesa.  Poi c’è la questione del traffico. Due strade: tunnel completo o tunnel diviso. 
Nel primo caso tutto passa dentro la VPN, nel secondo solo ciò che serve davvero viene incanalato nel flusso cifrato mentre il resto corre libero e leggero verso Internet. Un equilibrio perfetto per le aziende che vogliono proteggere le risorse interne senza trasformare ogni connessione dei dipendenti in un pellegrinaggio obbligato verso un unico server centrale. L’autenticazione? Un buffet. Chi vuole la semplicità usa chiavi precondivise; chi cerca robustezza sceglie i certificati; chi preferisce la vecchia scuola si affida a nome utente e password. 
E per gli ambienti aziendali più strutturati c’è pure l’integrazione con LDAP e la gestione via web grazie all’edizione Access Server: una mano santa per distribuire e controllare tutto senza impazzire.  E non sei solo in questo viaggio. Dietro OpenVPN c’è una comunità enorme, viva, rumorosa nel senso buono: guide, documenti, configurazioni pronte e client di terze parti spuntano ovunque online. Il client più usato? OpenVPN Connect, compatibile praticamente con qualsiasi piattaforma ti venga in mente. Così puoi far convivere laptop, smartphone e server senza litigi né acrobazie tecniche.

OpenVPN è gratuito?

 La versione Community di OpenVPN? Gratis. Totalmente. La scarichi, la usi, nessuno ti chiede un centesimo. Dentro c’è tutto il necessario: il protocollo completo, quello vero, non una copia annacquata, e basta per costruirti una rete VPN blindata dentro la tua infrastruttura, senza dover chiedere permesso a nessuno.
Poi c’è l’altra faccia della medaglia: OpenVPN Access Server. È la versione “vestita bene”, quella commerciale, costruita sopra la Community ma con qualche lusso in più, un’interfaccia web che ti fa sentire un amministratore zen, l’integrazione con LDAP per chi ama le directory ordinate, e un sistema di distribuzione dei client che non ti fa impazzire ogni volta. Ah, e il supporto ufficiale: qualcuno che risponde davvero quando scrivi.
Gratis? Sì, ma solo per due connessioni contemporanee. Oltre quella soglia scatta la licenza a pagamento, e lì ognuno decide se vale la pena. Le aziende che vogliono tenersi tutto “in casa”, ma senza passare le notti a configurare file di testo chilometrici, di solito scelgono Access Server. Una via di mezzo tra libertà totale e comodità moderna.

Con quali sistemi operativi è compatibile OpenVPN?

 Funziona ovunque. Windows, macOS, Linux, Android, iOS: come dire: se c’è uno schermo e un po’ di rete, lui ci si infila dentro.  Sui computer “seri”, quelli da scrivania o portatili che siano, la versione Community si lascia domare direttamente: la scarichi, la configuri, la lanci e via. Ma se non hai voglia di sporcarti le mani con file di configurazione e parametri misteriosi, c’è il client OpenVPN Connect: un’interfaccia più gentile, quasi amichevole, che ti fa entrare nei server già pronti senza troppi drammi.  
Linux? Ah, lì gioca in casa. Pacchetti ovunque, praticamente in ogni distribuzione degna di questo nome; sembra quasi che il sistema operativo e OpenVPN si capiscano al volo, come vecchi complici.  E poi ci sono i telefoni. Android e iOS hanno la loro app OpenVPN Connect: funziona bene, intendiamoci, ma non aspettarti la stessa potenza delle versioni desktop. È un po’ come guidare una moto d’acqua dopo aver provato una nave da guerra: divertente sì, ma con qualche limite evidente.

Quali sono le alternative a OpenVPN?

 Twingate non è il solito VPN mascherato da innovazione. No, qui si parla di un’altra filosofia: quella del “zero trust”, che suona un po’ paranoica ma in realtà è solo buon senso digitale. Invece di scavare un tunnel gigantesco dove passa di tutto e di più, Twingate apre solo le porte necessarie, per l’utente giusto, dal dispositivo giusto. Tutto calibrato al millimetro, come un orologiaio svizzero che odia gli sprechi. Si installa in un lampo, roba da minuti, non ore, e non ti costringe a trafficare con firewall o porte aperte come se fossi un tecnico degli anni ’90: i suoi connettori interni fanno tutto da soli, creando connessioni in uscita che si agganciano ai client già autenticati. E sì, si sposa bene con i grandi nomi dell’identità digitale: Okta, Google Workspace, Microsoft Entra ID. Prima di far entrare qualcuno, controlla pure lo stato del dispositivo, come un buttafuori che guarda le scarpe prima del volto. Per chi vuole dire addio alla vecchia sicurezza “a recinto”, quella dei VPN tradizionali, Twingate è la via cloud-native: più snella, più scalabile, meno mal di testa. 
Tailscale invece è un’altra storia. Una rete a maglia fine costruita sopra WireGuard: elegante e veloce come una moto sportiva giapponese. Ti collega i dispositivi tra loro senza bisogno di un server centrale: ognuno parla direttamente con l’altro, ovunque si trovi nel mondo. Ogni macchina ha il suo indirizzo IP stabile, e la comunicazione resta blindata anche se uno sta su una rete Wi-Fi da bar e l’altro in un bunker aziendale. L’installazione? Questione di minuti. E poi fa tutto lui: attraversa NAT, sistema i firewall, gestisce le regole d’accesso come un maggiordomo discreto ma inflessibile. Ti lascia anche decidere chi può toccare cosa grazie alle ACL integrate e si sincronizza con i provider d’identità per l’autenticazione. C’è pure una versione gratuita per uso personale e piani a pagamento per team o aziende più strutturate. Gli sviluppatori e gli smanettoni da laboratorio domestico lo adorano: molto più semplice da gestire rispetto a un OpenVPN auto-ospitato che ti fa impazzire con certificati e configurazioni infinite. 
NordLayer arriva dalla stessa fucina che ha creato NordVPN, ma qui il target è chi lavora in giacca e cravatta (o almeno ci prova). È una piattaforma pensata per la sicurezza aziendale: combina VPN business, accesso Zero Trust, protezione dalle minacce e persino intelligenza predittiva contro gli attacchi informatici. Tutto in un unico pacchetto gestito centralmente. Offre split tunneling (per chi vuole scegliere cosa passa dentro o fuori), IP dedicati, connessioni site-to-site e VPN sempre attive che non dormono mai. Si integra con i soliti giganti del cloud: AWS, Google Cloud, IBM Cloud, e naturalmente con i provider d’identità aziendali. Si installa in fretta e rispetta tutti i santi standard di sicurezza: SOC 2, ISO 27001, PCI-DSS, HIPAA… roba seria insomma. È pensato per chi vuole protezione di livello enterprise senza dover costruire da zero la propria infrastruttura IT. Lo paghi in abbonamento e gira praticamente ovunque: Windows, macOS, Linux, iOS, Android… persino come estensione del browser per chi vive online più che nella realtà.

OpenVPN

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Dimostrazione
2.7.8

Specifiche

Play Store
4,6 (214.252 voti)
App Store
4,8 (40.019 voti)
Versione 2.7.8
Ultimo aggiornamento 22 ottobre 2026
Licenza Dimostrazione
Autore OpenVPN
Categoria VPN
Sistema operativo Windows 64 bits - 7/8/10/11, Windows 32 bits - 7/8/10/11, Windows Arm - 10/11, macOS, Android, iOS iPhone / iPad, Linux

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