RhymeZone. Un nome che suona già come una promessa, no? È quella specie di cassetta degli attrezzi poetica che ogni scrittore vorrebbe avere accanto quando il cervello si blocca e la rima giusta sembra essersi nascosta dietro l’angolo, ridacchiando. Ti serve una parola che faccia rima con “cuore”? In un lampo, eccola lì. Ma non solo: dentro ci trovi un universo di quasi-rime, sinonimi bizzarri, parole descrittive che sanno di cinema, frasi intere, contrari, omofoni e chissà cos’altro ancora. È come entrare in una biblioteca dove ogni scaffale ti sussurra “scegli me”.
Puoi ordinare tutto per sillabe o lettere (dipende da quanto sei pignolo o ispirato quel giorno) e decidere se includere anche le frasi o restare sulle parole nude e crude. Non tutte le parole che si amano su carta si sposano in rima, lo sai bene; ma qui puoi scovare termini che suonano simili o che si scrivono quasi allo stesso modo, come gemelli separati alla nascita. I risultati? Un piccolo caos organizzato: per somiglianza, popolarità, numero di sillabe e categoria grammaticale. Sì, ci sono i nomi, i verbi, gli aggettivi (tutti in fila come soldatini pronti a servirti). Certo, non userai tutto quel ben di Dio (sarebbe impossibile), ma hai centinaia di opzioni tra cui pescare a seconda di quanto è contorto il tuo testo di partenza. È uno strumento da poeti, d’accordo. Ma anche chi scrive racconti, canzoni o post con un minimo di anima può trovarci un alleato prezioso. Perché a volte basta la parola giusta (una soltanto) per far vibrare tutto il resto.
Perché dovrei scaricare il dizionario di rime RhymeZone?
Scrivi versi? Allora RhymeZone è come un amico con un orecchio finissimo per le rime. Ti salva quando la parola giusta ti sfugge, e lo fa con una naturalezza quasi irritante. Ma non è roba solo da poeti, no. Chiunque abbia a che fare con le parole, romanzieri, autori di canzoni, insegnanti d’inglese, studenti insonni, creatori di contenuti, blogger in crisi o giornalisti a corto di sinonimi, può trovarci un alleato prezioso. In sostanza: se scrivi, ti serve. Punto.
E poi non si ferma alle rime. Oh no. Ti spara fuori sinonimi, contrari, parole affini, omofoni, perfino frasi intere che suonano bene insieme; e pure le definizioni, così non resti nel dubbio. Ti ritrovi davanti una lista smisurata di termini ordinati per utilità, come un buffet linguistico dove scegli tu da dove cominciare. Puoi filtrare per popolarità, per tipo di parola, nomi, verbi, aggettivi, avverbi o nomi propri, e se hai quella sensazione fastidiosa di “ce l’ho sulla punta della lingua”, beh. . . RhymeZone probabilmente la tira fuori per te in un lampo.
Il dizionario di rime RhymeZone è gratuito?
RhymeZone, quel dizionario di rime che gira gratis sul web. Un piccolo paradiso per chi gioca con le parole, per chi cerca la rima giusta alle tre di notte con gli occhi che bruciano e la testa piena di versi. Non costa nulla, ma vale parecchio per chi vive di suoni e sillabe.
Con quali sistemi operativi è compatibile il dizionario di rime RhymeZone?
Apri RhymeZone. Sì, proprio così: dal tuo browser preferito, che sia sul computer di casa, sul portatile sgangherato o sul telefono che ti cade sempre dalle mani. Ma se la versione web ti sembra troppo minuscola sullo schermo del cellulare (e ti capisco, certi font sembrano pensati per le formiche) puoi scaricare l’app.
Funziona su Android e su iPhone, basta che il tuo dispositivo non sia un reperto archeologico: per iOS serve almeno la 12. 0, per Android la 5. 0 o qualcosa di più recente. Insomma, niente scuse: RhymeZone ti aspetta ovunque tu voglia giocare con le parole.
Quali sono le alternative al dizionario di rime RhymeZone?
Se RhymeZone non ti basta, tranquillo: il mondo è pieno di alternative curiose. Una, per esempio, si chiama Fast Rhymes Songwriting Studio. Nome eloquente, no? È un’app cucita addosso a chi scrive canzoni: non solo in inglese, ma pure in spagnolo, francese e norvegese. E non si limita a suggerire rime, oh no, dentro c’è un piccolo arsenale creativo: editor di testi, contatore automatico di sillabe, registratore vocale per catturare idee al volo e persino un editor di beat per sentire come suonerebbe la tua creatura con la musica sotto. Insomma, un giocattolo serio per chi comincia e per chi già vive di palco e pentagrammi.
Poi c’è Rhymer’s Block. Diversa storia. Qui scrivi i tuoi versi direttamente nell’app e lei, come un amico che ti conosce troppo bene, ti sussurra le rime giuste nel momento giusto. Tutto finisce nel cloud (che oggi è un po’ il nostro cassetto segreto), ma puoi continuare anche offline se ti prende l’ispirazione in treno o sotto la doccia. La chicca? The Block: una piccola piazza virtuale dove condividere testi, ricevere pareri sinceri o restituire consigli agli altri folli della musica.
E se invece non ti interessa scrivere canzoni ma vuoi solo spingere il tuo inglese un gradino più su, allora prova Lekses Vocabulary & Dictionary. Non è roba da cantautori, è per chi studia sul serio: dizionario completo con definizioni, sinonimi, contrari e pure rime (perché no?). Molti lo usano per prepararsi a esami tosti come SAT, GRE o TOEFL. Un’app più sobria, certo, ma con quella precisione che fa comodo quando vuoi smettere di balbettare e cominciare a parlare davvero.