SHAREit? Un piccolo miracolo digitale, gratuito per chiunque abbia bisogno di spostare file da un dispositivo all’altro senza impazzire con cavi o reti Wi-Fi. Funziona anche nel deserto. Giuro. Puoi passare documenti dal computer al telefono, dal tablet al PC, o tra due cellulari che magari parlano lingue diverse (Android e iOS, per dire) eppure si capiscono alla perfezione. Il bello? Non serve internet.
E questa cosa lo rende una specie di supereroe del trasferimento wireless: niente chiavette USB dimenticate, niente Bluetooth lento come una lumaca stanca. SHAREit spara anche file enormi in pochi secondi, e non si ferma lì: ha pure qualche chicca extra che ti fa pensare “ok, questo vale la pena provarlo”. Non a caso, più di due miliardi di persone ci hanno messo fiducia. Due miliardi! Come funziona? Semplice ma geniale: crea una piccola rete Wi-Fi locale temporanea tra i dispositivi che hanno l’app installata. Li riconosce da solo (computer, smartphone, non fa differenza) e tu devi solo dare l’ok, scegliere cosa inviare e cliccare “Avanti”. Fine della storia.
E poi c’è la parte più intrigante: la connessione multipiattaforma, le funzioni curiose, la privacy dei dati trattata con rispetto quasi maniacale. SHAREit gira su Windows e macOS, ma anche su Android e iOS; insomma, un coltellino svizzero digitale che ogni utente curioso dovrebbe almeno una volta mettere alla prova.
Perché dovrei scaricare SHAREit?
Cerchi un modo rapido per passarti file da un dispositivo all’altro senza dover affittare mezzo cielo di spazio su qualche nuvola digitale? Allora SHAREit è la tua bacchetta magica. Un tocco, e via. Condivide di tutto: foto, video, musica, app, documenti, persino quelle cartelle misteriose che non ricordi più da dove siano spuntate. E non importa se hai un PC, un telefono o un tablet, si parlano tutti, come vecchi amici che non si vedono da anni ma si capiscono al volo. La cosa buffa? Funziona anche tra sistemi diversi: Android con iOS, computer con smartphone, incroci improbabili che di solito fanno impazzire chiunque. Qui no. Qui fila tutto liscio.
E sai cosa c’è di ancora più interessante? SHAREit non si appoggia a Internet. Niente WiFi pubblico, niente rete esterna ficcanaso. Crea una specie di piccolo universo locale (una mini rete privata temporanea) dove solo i tuoi dispositivi possono entrare. Così nessuno può ficcare il naso nei tuoi documenti o rubarti le foto della vacanza in Puglia. Velocità? Un razzo. Duecento volte più rapido del Bluetooth, roba da 42 MB al secondo. File enormi? Li spara via senza nemmeno schiacciare la qualità o impacchettarli in formati tristi e compressi. Per farlo funzionare basta scaricare l’app su ogni dispositivo: computer, telefono, tablet, pure il tostapane se avesse uno schermo. Poi scanni un QR code e puff: connessione stabilita. Da lì puoi scambiare file tra cinque dispositivi contemporaneamente come se stessi passando bigliettini in classe. Una volta collegato tutto, il mondo è tuo: foto, archivi zip, presentazioni PowerPoint (quelle infinite), documenti Word, GIF animate, sfondi psichedelici e persino film interi che arrivano in un lampo. Ma SHAREit non è solo un corriere digitale: è anche un piccolo coltellino svizzero per il tuo telefono. Ti pulisce la memoria dai file inutili, elimina doppioni fotografici, libera spazio e ti mette ordine nel caos dei documenti. Dentro ha pure un lettore musicale e uno video (così puoi ascoltare o guardare tutto direttamente lì dentro) e uno strumento per comprimere i video fino all’80% senza trasformarli in pixel giganti. Da computer è ancora più semplice: trascini i file dentro l’app e loro partono come missili verso il telefono o qualsiasi altro dispositivo connesso.
E poi ci sono le chicche extra: puoi salvare tutte le foto del cellulare sul PC in due tocchi; oppure usare il telefono come telecomando per le presentazioni PowerPoint sul computer: scorri col dito su o giù e cambi slide come un illusionista da conferenza TED. Questa modalità si chiama “PPT Control”, ed è una manna sia per chi lavora che per chi studia. Infine, qualche tocco di genialità: la funzione “Phone Clone” per trasferire tutto su un nuovo dispositivo senza perdere nulla; “Private Space” per nascondere i file più delicati; e persino animazioni di ricarica personalizzate, perché sì, anche mentre il telefono si carica puoi dargli un po’ di stile.
SHAREit è gratuito?
Va come un razzo. Sul serio. SHAREit ti spara file enormi da una parte all’altra in un lampo, e la cosa buffa è che non ti chiede nemmeno un centesimo: lo scarichi gratis, lo usi, fine della storia.
Certo, c’è quel piccolo fastidio (la pubblicità) ma solo se lo usi sul telefono; sul computer, invece, silenzio assoluto, nessun banner che lampeggia come un albero di Natale. E se proprio non sopporti gli spot? Beh, c’è la versione Premium: ti fai un giro di prova per tre giorni, senza pagare nulla, e poi decidi se restare o scappare via.
Con quali sistemi operativi è compatibile SHAREit?
Puoi scaricare SHAREit, sì. Ma non su qualunque rottame di computer: serve almeno Windows 7 o qualcosa di più recente, oppure macOS dalla versione 11. 0 in su. E per chi vive attaccato al telefono? Android 4. 2 minimo, o iOS 10. 1 se sei nel mondo della mela. Ora, un piccolo avvertimento che molti ignorano e poi si lamentano: l’app va installata su tutti i dispositivi tra cui vuoi far viaggiare i file. Tutti, nessuno escluso.
Quindi prima di lanciarti nel download compulsivo, controlla che ogni aggeggio rispetti quei requisiti: altrimenti ti ritrovi a fissare lo schermo chiedendoti perché non funziona.
Quali sono le alternative a SHAREit?
SHAREit è una specie di creatura rara. Gratuita, eppure capace di spostare file giganteschi con una rapidità che lascia storditi. Una scheggia. Ma, e qui arriva la parte meno poetica, non è l’unica in circolazione; ci sono altri strumenti che fanno più o meno lo stesso mestiere, ognuno con la propria personalità digitale.
Prendiamo Xender. È un po’ come quel tipo che arriva alla festa senza invito ma conquista tutti: non ha bisogno di internet, né di rete mobile, né del solito Bluetooth. Si crea da solo un piccolo universo locale, un punto d’accesso privato dove i file scorrono da un dispositivo all’altro come se nulla fosse. Video, musica, documenti, qualsiasi cosa tu voglia (e senza schiacciare la qualità sotto il peso della compressione). Tutto resta intatto, lucido. Lo trovi gratis su iOS, Android e pure su Windows. Nessuna pubblicità fastidiosa a interromperti, e se cambi telefono puoi clonare tutto con un backup completo. Comodo? Direi quasi magico.
Poi c’è Send Anywhere. Nome azzeccato: spedire ovunque, davvero. Funziona su Windows, macOS e anche su Linux (per chi ama complicarsi la vita in modo elegante). Puoi usarlo dal browser o tramite app su Android e iPhone. Invece del solito QR code, ti dà anche la possibilità di digitare un codice a sei cifre entro dieci minuti per avviare il trasferimento: un piccolo rituale segreto tra mittente e destinatario. E se vuoi condividere con più persone? Ti genera un link valido per quarantotto ore; dopo, puff, sparisce come cenere digitale al vento. L’interfaccia è limpida, quasi disarmante nella sua semplicità, e ti lascia spostare app, foto, video, contatti… insomma tutto ciò che racconta chi sei dentro quel rettangolo luminoso che chiami telefono.
E poi (inevitabile) arriva Files by Google. Gratuito anche lui, ma con quell’aria da assistente ordinato che ti sistema la scrivania mentre tu non guardi. È pensato per Android e ti aiuta a gestire i file del tuo dispositivo come un bibliotecario zen: trova duplicati, suggerisce cosa eliminare per liberare spazio e ti permette di esplorare ogni cartella con un tocco rapido. Foto? Video? Documenti? Tutto a portata di dito.
E se vuoi passare qualcosa a chi ti sta accanto, usa la funzione di condivisione nelle vicinanze: una danza tra Bluetooth, posizione e Wi‑Fi che fa scivolare i file da un telefono all’altro senza bisogno di cavi o connessioni esterne. In breve: tre strumenti diversi, tre caratteri distinti: il fulmine (SHAREit), l’indipendente (Xender) e l’organizzatore zen (Files by Google), tutti pronti a farti dimenticare le vecchie chiavette USB che giacciono in fondo a un cassetto impolverato.