Hai una canzone che ti ronza in testa? Apri SoundHound. Boom. In pochi secondi ti dice chi la canta, come si chiama, e ti spara pure un mucchio di dettagli curiosi, sì, anche il testo, se vuoi cantartela. E non serve nemmeno che la musica stia suonando davvero: puoi canticchiare, fischiettare, borbottare la melodia come un’anima in pena sotto la doccia, e l’app (magia o stregoneria?) capisce lo stesso di che brano si tratta. Poi ti apre direttamente Spotify, YouTube o Apple Music, così puoi ascoltarla per intero o ficcarla nella tua playlist personale senza troppi giri.
È veloce. A volte irritantemente veloce. Dietro c’è un cervello artificiale che lavora come un segugio digitale: annusa i suoni, li confronta con milioni di tracce e ti restituisce la risposta prima ancora che tu abbia finito di dire “ma come fa quella canzone?”. E se sei offline? Nessun dramma. Registri un pezzetto, lo tieni lì in tasca, e appena torni online l’app si mette al lavoro come se nulla fosse successo. Anche con frammenti minuscoli riesce a tirare fuori il titolo giusto, roba da far impallidire gli amici al bar.
Puoi pure parlarci: “Ehi SoundHound, trova questa!”. Comodo quando hai le mani impegnate sul volante o sulla bici, o semplicemente non hai voglia di smanettare sullo schermo. Dentro l’app c’è anche un mondo da esplorare: tendenze musicali, curiosità sugli artisti, la cronologia delle tue ricerche (che a volte è imbarazzante ma utile). La scarichi gratis su iOS o Android, facile, e se vuoi togliere la pubblicità o avere risposte ancora più lampo, c’è pure la versione a pagamento. Insomma: un piccolo radar per melodie smarrite. E funziona maledettamente bene.
Perché dovrei scaricare SoundHound?
Hai una canzone che ti ronza in testa? Apri SoundHound. Boom. In pochi secondi ti dice chi la canta, come si chiama, e ti spara pure un mucchio di dettagli curiosi, sì, anche il testo, se vuoi cantartela. E non serve nemmeno che la musica stia suonando davvero: puoi canticchiare, fischiettare, borbottare la melodia come un’anima in pena sotto la doccia, e l’app (magia o stregoneria?) capisce lo stesso di che brano si tratta. Poi ti apre direttamente Spotify, YouTube o Apple Music, così puoi ascoltarla per intero o ficcarla nella tua playlist personale senza troppi giri.
È veloce. A volte irritantemente veloce. Dietro c’è un cervello artificiale che lavora come un segugio digitale: annusa i suoni, li confronta con milioni di tracce e ti restituisce la risposta prima ancora che tu abbia finito di dire “ma come fa quella canzone?”. E se sei offline? Nessun dramma. Registri un pezzetto, lo tieni lì in tasca, e appena torni online l’app si mette al lavoro come se nulla fosse successo. Anche con frammenti minuscoli riesce a tirare fuori il titolo giusto, roba da far impallidire gli amici al bar.
Puoi pure parlarci: “Ehi SoundHound, trova questa!”. Comodo quando hai le mani impegnate sul volante o sulla bici, o semplicemente non hai voglia di smanettare sullo schermo. Dentro l’app c’è anche un mondo da esplorare: tendenze musicali, curiosità sugli artisti, la cronologia delle tue ricerche (che a volte è imbarazzante ma utile). La scarichi gratis su iOS o Android, facile, e se vuoi togliere la pubblicità o avere risposte ancora più lampo, c’è pure la versione a pagamento. Insomma: un piccolo radar per melodie smarrite. E funziona maledettamente bene.
SoundHound è gratuito?
Hai una canzone che ti ronza in testa? Apri SoundHound. Boom. In pochi secondi ti dice chi la canta, come si chiama, e ti spara pure un mucchio di dettagli curiosi, sì, anche il testo, se vuoi cantartela. E non serve nemmeno che la musica stia suonando davvero: puoi canticchiare, fischiettare, borbottare la melodia come un’anima in pena sotto la doccia, e l’app (magia o stregoneria?) capisce lo stesso di che brano si tratta. Poi ti apre direttamente Spotify, YouTube o Apple Music, così puoi ascoltarla per intero o ficcarla nella tua playlist personale senza troppi giri.
È veloce. A volte irritantemente veloce. Dietro c’è un cervello artificiale che lavora come un segugio digitale: annusa i suoni, li confronta con milioni di tracce e ti restituisce la risposta prima ancora che tu abbia finito di dire “ma come fa quella canzone?”. E se sei offline? Nessun dramma. Registri un pezzetto, lo tieni lì in tasca, e appena torni online l’app si mette al lavoro come se nulla fosse successo. Anche con frammenti minuscoli riesce a tirare fuori il titolo giusto, roba da far impallidire gli amici al bar.
Puoi pure parlarci: “Ehi SoundHound, trova questa!”. Comodo quando hai le mani impegnate sul volante o sulla bici, o semplicemente non hai voglia di smanettare sullo schermo. Dentro l’app c’è anche un mondo da esplorare: tendenze musicali, curiosità sugli artisti, la cronologia delle tue ricerche (che a volte è imbarazzante ma utile). La scarichi gratis su iOS o Android, facile, e se vuoi togliere la pubblicità o avere risposte ancora più lampo, c’è pure la versione a pagamento. Insomma: un piccolo radar per melodie smarrite. E funziona maledettamente bene.
Con quali sistemi operativi è compatibile SoundHound?
Hai una canzone che ti ronza in testa? Apri SoundHound. Boom. In pochi secondi ti dice chi la canta, come si chiama, e ti spara pure un mucchio di dettagli curiosi, sì, anche il testo, se vuoi cantartela. E non serve nemmeno che la musica stia suonando davvero: puoi canticchiare, fischiettare, borbottare la melodia come un’anima in pena sotto la doccia, e l’app (magia o stregoneria?) capisce lo stesso di che brano si tratta. Poi ti apre direttamente Spotify, YouTube o Apple Music, così puoi ascoltarla per intero o ficcarla nella tua playlist personale senza troppi giri.
È veloce. A volte irritantemente veloce. Dietro c’è un cervello artificiale che lavora come un segugio digitale: annusa i suoni, li confronta con milioni di tracce e ti restituisce la risposta prima ancora che tu abbia finito di dire “ma come fa quella canzone?”. E se sei offline? Nessun dramma. Registri un pezzetto, lo tieni lì in tasca, e appena torni online l’app si mette al lavoro come se nulla fosse successo. Anche con frammenti minuscoli riesce a tirare fuori il titolo giusto, roba da far impallidire gli amici al bar.
Puoi pure parlarci: “Ehi SoundHound, trova questa!”. Comodo quando hai le mani impegnate sul volante o sulla bici, o semplicemente non hai voglia di smanettare sullo schermo. Dentro l’app c’è anche un mondo da esplorare: tendenze musicali, curiosità sugli artisti, la cronologia delle tue ricerche (che a volte è imbarazzante ma utile). La scarichi gratis su iOS o Android, facile, e se vuoi togliere la pubblicità o avere risposte ancora più lampo, c’è pure la versione a pagamento. Insomma: un piccolo radar per melodie smarrite. E funziona maledettamente bene.
Quali sono le alternative a SoundHound?
Hai una canzone che ti ronza in testa? Apri SoundHound. Boom. In pochi secondi ti dice chi la canta, come si chiama, e ti spara pure un mucchio di dettagli curiosi, sì, anche il testo, se vuoi cantartela. E non serve nemmeno che la musica stia suonando davvero: puoi canticchiare, fischiettare, borbottare la melodia come un’anima in pena sotto la doccia, e l’app (magia o stregoneria?) capisce lo stesso di che brano si tratta. Poi ti apre direttamente Spotify, YouTube o Apple Music, così puoi ascoltarla per intero o ficcarla nella tua playlist personale senza troppi giri.
È veloce. A volte irritantemente veloce. Dietro c’è un cervello artificiale che lavora come un segugio digitale: annusa i suoni, li confronta con milioni di tracce e ti restituisce la risposta prima ancora che tu abbia finito di dire “ma come fa quella canzone?”. E se sei offline? Nessun dramma. Registri un pezzetto, lo tieni lì in tasca, e appena torni online l’app si mette al lavoro come se nulla fosse successo. Anche con frammenti minuscoli riesce a tirare fuori il titolo giusto, roba da far impallidire gli amici al bar.
Puoi pure parlarci: “Ehi SoundHound, trova questa!”. Comodo quando hai le mani impegnate sul volante o sulla bici, o semplicemente non hai voglia di smanettare sullo schermo. Dentro l’app c’è anche un mondo da esplorare: tendenze musicali, curiosità sugli artisti, la cronologia delle tue ricerche (che a volte è imbarazzante ma utile). La scarichi gratis su iOS o Android, facile, e se vuoi togliere la pubblicità o avere risposte ancora più lampo, c’è pure la versione a pagamento. Insomma: un piccolo radar per melodie smarrite. E funziona maledettamente bene.