DALL‑E. Un nome che sembra uscito da un sogno, e invece è una macchina. Una macchina che disegna. È stata tra le prime intelligenze artificiali a spalancare davvero la porta dell’immaginazione digitale: un salto tecnologico che, quando lo vedi in azione, ti lascia un po’ stordito. Ti basta scrivere qualcosa, anche assurdo, tipo “un’auto futuristica guidata da un gatto con gli occhiali da sole”, e lei, in pochi secondi, ti restituisce l’immagine. Come se avesse capito tutto.
E in effetti lo capisce: il linguaggio naturale, le sfumature, persino i giochi di parole. Non serve studiare manuali o imparare termini tecnici; basta la tua curiosità. Chiunque può giocarci: creatori di contenuti, insegnanti stanchi delle solite slide, studenti in cerca di ispirazione o semplici curiosi che vogliono vedere cosa succede se chiedi l’impossibile. DALL‑E prende anche le tue foto e le trasforma in qualcos’altro, come se dicesse “ok, partiamo da qui e vediamo dove possiamo arrivare”. Puoi chiederle un ritratto realistico, un quadro surrealista o un’illustrazione da fumetto; poi puoi rifinire, cambiare idea, riprovare.
È un dialogo visivo continuo. E non si ferma lì: può inventare immagini nuove di zecca, ritoccare quelle esistenti con una specie di pennello digitale oppure allargare i bordi di una foto tagliata troppo stretta (l’“outpainting”, dicono quelli che sanno i termini giusti). In pratica puoi aggiungere pezzi mancanti o dare respiro a ciò che era rimasto chiuso dentro il riquadro. I suoi stili sono tanti, la sua attenzione ai dettagli quasi inquietante; sembra capire cosa vuoi prima ancora che tu lo scriva bene. Puoi usarla dentro ChatGPT o direttamente dal browser. C’è solo un piccolo limite: non puoi generare infinite immagini gratis. Ma ammettiamolo… dopo aver visto cosa sa fare, quel limite sembra quasi un invito a provarci ancora una volta.
Perché dovrei scaricare DALL‑E?
Con DALL‑E puoi lanciarti in descrizioni lunghissime, quasi barocche, dove metti in scena più personaggi, azioni intrecciate e composizioni precise al millimetro. E lui? Ti restituisce un’immagine che tiene dentro tutto. Tutto! Puoi chiedergli un acquerello di un piatto di sushi o un’illustrazione del tuo cane in stile Pixar, con quegli occhi grandi e quell’aria da film domenicale. E qui viene il bello: hai molto più controllo sul risultato, sull’atmosfera che vuoi evocare, sul tono visivo, roba che non tutti i modelli d’immagine sanno gestire con questa naturalezza.
A volte i prompt possono essere pure vaghi, quasi poetici: concetti invece di dettagli. E DALL‑E ci prova lo stesso, come un pittore che interpreta più che copiare. Dentro ChatGPT funziona come una chiacchierata. Scrivi in linguaggio normale, senza formule magiche, e puoi rielaborare il risultato passo dopo passo. È come dire al pittore: “Ehi, quella mano è troppo lunga, accorciala un po’. ” E lui lo fa.
Nasce così un processo creativo a tappe, dove puoi cambiare tutto, lo stile (da disegno a modello 3D), i colori, persino aggiungere testo o creare loghi di ogni tipo. Un’altra chicca: puoi mandargli una foto e chiedergli di cancellare pezzi o sostituirli con qualcos’altro; oppure allargare l’immagine e farla respirare di più. Lui aggiunge sfondi coerenti con ciò che già c’è, come se avesse intuito il resto della scena. Quelle funzioni hanno nomi eleganti: inpainting e outpainting. Sono già dentro DALL‑E, pronte all’uso. E non serve essere grafici o programmatori per giocarci: niente software complicati, niente codici da ricordare. È facile come scrivere a un amico su una chat.
Facile sì, ma potente: DALL‑E mastica stili di ogni tipo, dal fotorealismo alla pixel art, dagli acquerelli ai cartoni animati, dagli schizzi tecnici ai rendering 3D, fino all’impressionismo e alla pop art più sfacciata. Insomma, non sei incatenato a un’estetica sola; puoi confrontare risultati in un lampo e persino chiedergli di imitare la mano di un artista o il gusto visivo di uno studio famoso. Fa parte dell’universo ChatGPT e segue un modello “freemium”: qualche immagine gratis per cominciare, poi si entra nel laboratorio vero e proprio della fantasia digitale.
DALL‑E è gratuito?
No, DALL‑E non è affatto uno strumento gratuito. C’è però una piccola finestra di libertà: una versione “freemium”, infilata dentro l’offerta di ChatGPT, che ti fa assaggiare il potere dell’immaginazione artificiale prima di chiederti il conto. Quando i prompt gratuiti finiscono, e finiscono in fretta, fidati, tocca passare alla cassa con l’abbonamento a ChatGPT Plus. E non pensare che pagando diventi un mago senza limiti: i crediti non sono infiniti, si consumano come fiammiferi in una notte ventosa. Quindi sì, gioca pure con DALL‑E, ma tieni d’occhio il contatore mentre sogni immagini dal nulla.
Con quali sistemi operativi è compatibile DALL‑E?
Puoi giocare con DALL‑E direttamente dal browser, aprendo ChatGPT come faresti con qualsiasi sito. Facile. Ma se sei di quelli che vogliono tutto a portata di dito, puoi scaricare l’app di ChatGPT per desktop o per telefono: funziona praticamente ovunque, da Chrome a Firefox, da Safari fino al sempre presente Edge (sì, quello che nessuno ammette di usare ma tutti hanno lì, in agguato). Ah, e non fare l’errore di provarci con un telefono antico: serve almeno iOS 17 o Android 6. 0 per far girare l’app con DALL‑E senza che tutto si blocchi o imploda miseramente.
Quali sono le alternative a DALL-E?
Midjourney. Un nome che ormai senti ovunque, e non a caso. È quell’intelligenza artificiale capace di sputare fuori immagini e video così dettagliati da farti dubitare che siano nati da un prompt e non da un pennello umano. Ti basta scrivere due righe, e lei capisce, interpreta, inventa. Un po’ mago, un po’ ingegnere. Certo, non è gratis: si paga, come tutte le cose che funzionano davvero. Puoi usarla dal browser o direttamente su Discord, in quella sua tana digitale dove migliaia di utenti giocano a fare i demiurghi dell’immaginario.
Poi c’è NightCafe Creator. Un nome poetico, quasi jazz. È un generatore d’arte per browser che trasforma le parole in quadri, letteralmente. Mischia cervelli artificiali diversi, DALL‑E, Stable Diffusion e compagnia bella, lasciandoti scegliere chi dei due geni digitali interpretarà meglio la tua idea. Ti regala qualche credito all’inizio (una manciata, giusto per farti assaggiare la magia), poi se vuoi continuare devi abbonarti e decidere quanti prompt ti servono davvero. E non è solo un software: è una piazza viva, piena di creatori che si scambiano opere e sfide quotidiane come figurine rare.
E infine, Adobe Firefly. La creatura elegante della famiglia Adobe, integrata dentro la Creative Cloud come se fosse sempre stata lì ad aspettare il suo momento. Usa modelli propri, pesca nel mare di Adobe Stock e nelle fonti di dominio pubblico per creare contenuti nuovi di zecca: così nessuno può gridare al plagio o al copyright violato. Puoi usarla per riempire automaticamente spazi vuoti in Photoshop o Illustrator, o ritoccare foto in Lightroom con una naturalezza quasi inquietante. Ti dà anche qualche credito gratuito, anche se non hai un abbonamento; ma se vuoi davvero spingerti oltre… beh, allora tocca mettere mano al portafoglio.