Google Translate. Gratis, sì, ma sembra quasi magia. È quel servizio che ti prende una frase in una lingua e te la restituisce in un’altra, come se niente fosse, che si tratti di una pagina web, di un documento o persino di un testo nascosto dentro un’immagine o un file audio. E non serve essere dei maghi dell’informatica: basta aprire l’estensione su Chrome, scaricare l’app sul telefono (Android o iPhone, scegli tu) oppure andare sul sito e via, traduci tutto quello che ti passa per la testa. Ah, se poi lo colleghi al tuo account Google, puoi persino sbirciare la cronologia delle traduzioni da qualsiasi dispositivo. Comodo? Forse troppo.
Centootto lingue. Sì, hai letto bene. Centootto! E non solo le solite note: inglese, spagnolo, francese, cinese, giapponese, italiano, tedesco, russo, portoghese o arabo… ma anche chicche linguistiche come il latino (per chi ama i classici), il tataro, il curdo, il malese, il crimeano (che suona quasi misterioso), il tamil, il catalano, l’indonesiano, il batak e pure l’hindi. Certo, la qualità non è sempre perfetta: dipende da dove parti e dove vuoi arrivare. Ma a volte sorprende. Usarlo è un gioco da ragazzi: scarichi Google Translate e scrivi ciò che vuoi tradurre. Fine della storia? Non proprio. Puoi anche ascoltare la voce che pronuncia la frase tradotta (una specie di insegnante virtuale che non si stanca mai) oppure scegliere se tradurre da testo scritto, immagine fotografata, disegno scarabocchiato o dettatura vocale. E poi c’è quella funzione “Tap to Translate”, che è quasi stregoneria moderna: copi un testo da qualsiasi app e puff! Tocchi l’icona di Google Translate e la magia avviene all’istante. Senza connessione? Nessun dramma: puoi tradurre offline in 59 lingue diverse (inglese incluso).
Ma la parte più divertente? La fotocamera istantanea: punti l’obiettivo su un cartello in giapponese o su un menu in arabo e vedi le parole trasformarsi davanti ai tuoi occhi in tempo reale (94 lingue che si piegano alla tua curiosità). E se vuoi parlare con qualcuno che non capisce una parola della tua lingua… c’è la modalità Conversazione: due telefoni, due voci diverse e un dialogo che finalmente scorre senza barriere. Un po’ come avere un interprete invisibile sempre in tasca.
Perché dovrei scaricare Google Traduttore?
Sul sito di Google Traduttore puoi scegliere tra tre strade, tre porte quasi: tradurre un testo (massimo cinquemila caratteri), caricare un documento (fino a dieci mega) oppure lanciare la traduzione di un intero sito web.
Facile, no? Quando lavori col testo, basta incollare le parole nel riquadro di sinistra, o, se ti senti pigro, parlare al microfono e lasciare che lui faccia la magia. Il sistema capisce da solo la lingua di partenza, anche se puoi sempre correggerlo a mano se sbaglia. A destra, come per incanto, appare la versione tradotta nella lingua che hai scelto. Da lì puoi copiarla, ascoltarla con quella voce sintetica ma curiosamente gentile, condividerla o persino dare un voto alla qualità. Sotto la traduzione si apre un piccolo mondo: definizioni, sinonimi, abbreviazioni, esempi d’uso e altre chicche linguistiche che ti fanno sentire un esploratore del lessico. Se invece carichi un documento (. docx, . pdf, . pptx o . xlsx), occhio alle dimensioni: non deve superare i 10 MB e i PDF non possono avere più di 300 pagine. Giusto per evitare che il server vada in crisi di nervi.
Per i siti web è ancora più diretto: incolli l’indirizzo della pagina e confermi. Boom! Si apre una nuova scheda nel browser e puoi scegliere la lingua di destinazione per vedere il sito già tradotto davanti ai tuoi occhi. Se poi entri con il tuo account Google, la faccenda si fa personale: puoi rivedere la cronologia delle traduzioni o salvare quelle preferite cliccando sulla stellina, come se fossero ricordi linguistici da tenere nel cassetto.
Le app di Google Traduttore per Android e iOS sono una benedizione per chi viaggia. Supportano centinaia di lingue e funzionano anche senza connessione (circa sessanta offline). E non solo testo: puoi tradurre da immagini (cartelli stradali, menu di trattorie sperdute, indicazioni misteriose), roba che ti salva la giornata. C’è pure la modalità conversazione: scegli due lingue, inizi a parlare e l’app fa da interprete istantaneo, traducendo e leggendo ad alta voce ciò che dite entrambi. È quasi surreale quanto funzioni bene quando serve rompere il muro linguistico in tempo reale.
Con l’estensione per browser arriva un pulsante nuovo sulla barra degli strumenti: un clic e l’intero sito cambia lingua come per magia. Se invece selezioni una parola su una pagina web e fai clic col tasto destro, puoi tradurla al volo dal menu contestuale, senza muovere un dito in più del necessario. Cliccando sull’icona dell’estensione puoi anche chiedere la traduzione di una singola parola o ascoltarne la pronuncia; poi scegli le lingue dal menu a discesa o apri direttamente il sito di Google Traduttore. Nelle impostazioni dell’estensione decidi la tua lingua madre e se vuoi vedere o meno quel pop-up che compare ogni volta che qualcosa viene tradotto. Insomma, uno strumento semplice ma pieno di angoli nascosti, come una valigia linguistica sempre pronta all’uso.
Google Traduttore è gratuito?
Certo che sì. Gratis. Puoi scaricare, aprire e usare Google Translate senza sborsare un centesimo, che tu stia su Windows, macOS, Linux o qualunque altra creatura informatica ti accompagni. È lì, disponibile per chiunque abbia un minimo di curiosità linguistica o semplicemente voglia capire cosa diamine dice quel cartello in giapponese. Nessun abbonamento nascosto, nessuna trappola: solo il traduttore di Google, libero come l’aria digitale.
Con quali sistemi operativi è compatibile Google Translate?
Scaricala, sì, proprio così: l’app di Google Traduttore vive felice su smartphone e tablet, sia Android che iOS.
Poi c’è la versione web, quella è un’altra storia. Funziona ovunque: Windows, macOS, Linux, persino Android e iOS se ti va di navigare da lì. Nessun download, nessuna installazione complicata; solo una cosa serve davvero, la connessione. Senza rete, niente magia. Ah, e se usi Chrome? Be’, allora sei a posto: c’è l’estensione fatta apposta, che traduce al volo mentre navighi come se nulla fosse.
Quali sono le alternative a Google Traduttore?
Microsoft? Anche lei non poteva mancare alla festa. Ha il suo traduttore, si chiama Bing Translator. Gratis, sì, ma con un limite fastidioso: mille caratteri e basta. Lo trovi online o dentro le app per smartphone. Riconosce da solo la lingua di partenza, come se avesse l’orecchio allenato. E traduce più di cento idiomi, roba da far girare la testa: dal Klingon (giuro!) allo Zulu, dall’Uzbeco al Gallese, passando per Swahili, Norvegese (due volte, chissà perché), Curdo, Creolo e perfino tre versioni diverse del Cinese.
Un circo linguistico. Poi c’è Reverso. Un altro giocatore nella giungla delle traduzioni gratuite. Sito web e app per Android e iOS; puoi persino infilare Reverso dentro altre app come WhatsApp, come un piccolo parassita utile. Supporta parecchie lingue, sì, anche l’inglese, e ha una funzione che ti legge il testo ad alta voce, tipo narratore digitale con voce metallica ma simpatica. Certo, ti lascia scrivere meno caratteri rispetto a Google Translate, però ha un correttore ortografico che l’altro non si sogna nemmeno. E dal sito puoi tradurre interi documenti. Attenzione però: non è tutto gratis, qualche barriera c’è sempre.
E infine Deepl. Il gioiellino della compagnia. Gratuito pure lui (fino a un certo punto) e disponibile ovunque: computer, tablet, telefono… insomma dove vuoi tu. Ti lascia tradurre testi fino a cinquemila caratteri o tre documenti al mese interi interi. Le lingue? Solo ventotto: inglese, francese, portoghese, tedesco, arabo, cinese e compagnia bella: ma la qualità è il suo vanto assoluto.
È lo strumento perfetto per chi scrive davvero e non vuole un pasticcio automatico. Esiste anche la versione Pro a pagamento, ovviamente; entrambe usano un’intelligenza artificiale costruita in casa da Deepl stessa: una macchina che “capisce” ciò che traduce (quasi sempre), e quando ci riesce… le frasi sembrano respirare da sole.