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Presentato da

Hoa

Hoa

Da Skrollcat Studio - PM Studios, inc., CE-Asia

23/09/26
Licenza commerciale

Hoa è un piccolo incantesimo videoludico: un mondo dipinto a mano dove calma e poesia si intrecciano. Non serve correre né combattere, basta respirare e lasciarsi cullare da suoni e colori che sembrano sussurrare: “Resta ancora un po’.”

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Informazioni su Hoa

 Hoa è un piccolo incantesimo. Un gioco dipinto a mano, sì, ma più che un gioco sembra un sogno che si apre come un libro illustrato dimenticato su uno scaffale polveroso. C’è dentro quella calma che non si compra, quella lentezza che ti fa respirare piano, come se il tempo avesse deciso di sedersi accanto a te e aspettare.  Creato dagli artisti di Skrollcat Studio (gente che deve avere la pazienza dei monaci e la fantasia dei bambini) Hoa non urla, non corre, non spara. Ti invita invece a camminare piano in un mondo verde e umido, pieno di creature buffe, di musiche che sembrano gocce d’acqua e di enigmi che si aprono come fiori se li guardi abbastanza a lungo.  Tu sei Hoa. Minuscola, misteriosa, tornata a casa dopo chissà quanto.

 E mentre ti muovi tra insetti giganteschi e animali che sembrano usciti da un sogno orientale, raccogli frammenti della tua storia; piccoli pezzi di memoria sparsi tra foglie e rocce. Ogni scena è una tela viva: i colori respirano, le animazioni scorrono così morbide che quasi dimentichi di star giocando (sembra di guardare un film disegnato a mano da qualcuno che crede ancora nella magia).  Non serve correre. Non serve vincere. Hoa non è “un altro indie game”, no: è un promemoria gentile, quasi sussurrato, che i videogiochi possono essere meditazione, poesia in movimento, una carezza per chi è stanco di combattere mostri e inseguire punteggi. È per chi vuole rallentare, inspirare forte e ricordarsi perché giocare può ancora far bene all’anima.

Perché dovrei scaricare Hoa?

 Ci sono mille motivi per scaricare Hoa. Mille davvero. Non è il solito videogioco che ti succhia l’attenzione, ti chiede riflessi da ninja e ti butta addosso l’ansia da competizione. No, questo è un rifugio. Un respiro. Dopo una giornata che ti ha strizzato come uno straccio, entrare nel mondo di Hoa è come aprire un vecchio libro illustrato per bambini: quello che profuma di carta e sogni tranquilli.  E poi c’è l’arte. Accidenti se colpisce.

 Ogni sfondo, ogni creatura, ogni minuscolo dettaglio è dipinto a mano, sì, proprio a mano, e si muove con una grazia che ormai nei videogiochi moderni sembra quasi un miraggio. È una festa per gli occhi, ma non solo: c’è la musica. Piano dolce, archi che si intrecciano come fili di seta; la colonna sonora non accompagna soltanto, ti prende per mano e ti resta addosso anche quando spegni tutto e resti in silenzio.  Dal punto di vista del gioco vero e proprio? È accogliente. Non serve essere veterani o maniaci del joystick per goderselo. 

Gli enigmi fanno pensare ma non esasperano; i salti e i movimenti scorrono lisci, senza quella sensazione di “oddio non ce la farò mai” che rovina tanti titoli. È perfetto per i bambini curiosi, rilassante per gli adulti stanchi, e incantevole per chiunque veda nei videogiochi una forma d’arte più che un passatempo.  Ma la cosa più bella, sì, quella che ti rimane dentro, è il modo in cui Hoa racconta la sua storia. Non parla troppo: suggerisce, respira, lascia spazio. Ti fa immaginare invece di spiegarti tutto con la solita voce narrante onnisciente. E proprio per questo funziona: perché ti ricorda che non servono esplosioni o drammi cosmici per emozionare. A volte basta il silenzio giusto, una melodia lieve e un mondo che sembra sussurrarti: “Resta ancora un po’. ”

Hoa è gratuito?

 Hoa non è gratis. Costa.  È un piccolo gioiello indie, di quelli che trovi su Steam o nei negozi digitali delle console, e sì, va comprato. Ma, lasciamelo dire, il prezzo è onesto: dietro ci sono mani vere, pennelli digitali, una colonna sonora che sembra respirare e quell’atmosfera sospesa che non si compra al supermercato. Non aspettarti pacchetti aggiuntivi infiniti o microtransazioni che ti succhiano l’anima: una volta pagato, è tuo. Tutto. Fine della storia.  Certo, qualcuno storce il naso.

 “Ma non dura tanto!” dicono. E hanno ragione, in parte: Hoa non è una maratona da cinquanta ore, è più una passeggiata lenta in un giardino segreto. Voluta così, corta ma intensa, come un sogno che non vuoi rovinare svegliandoti troppo presto. La sua forza sta proprio lì, nella cura maniacale dei dettagli, nella grazia con cui ti accompagna senza mai stancarti.  Per molti, quel prezzo diventa quasi simbolico: paghi per entrare in un piccolo mondo fatto a mano, dove ogni suono e ogni colore sembrano messi lì solo per te. E quando finisce… ti resta addosso come un profumo difficile da dimenticare.

Con quali sistemi operativi è compatibile Hoa?

 Hoa gira praticamente ovunque. Sul computer, per esempio, si muove tranquillo su Windows via Steam: tastiera, pad, come ti pare. E non serve un mostro di macchina, basta poco, anche un PC un po’ stanco ce la fa senza sudare troppo.  Poi c’è il mondo Apple. Sì, anche su macOS puoi perderti in quell’atmosfera sospesa, quasi da fiaba che profuma di calma e foglie che cadono lente. E non finisce lì: il gioco ha fatto il salto pure sulle console grosse (Switch, PlayStation, Xbox) come a dire “non voglio lasciare nessuno fuori dal giro”.

  È una cosa bella, se ci pensi: non sei costretto a un solo ambiente, a una sola scatola luminosa. C’è chi lo gioca in salotto con la famiglia e chi invece preferisce rannicchiarsi davanti al portatile, cuffie e silenzio. Gli sviluppatori hanno voluto che arrivasse dappertutto, come una carezza digitale che non fa distinzioni. Ed è proprio questa apertura, questa voglia di abbracciare tutti, che rende Hoa ancora più affascinante.

Quali sono le alternative a Hoa?

 Ti piacciono i puzzle-platformer con un tocco d’arte, vero? Allora c’è un nome che dovresti appuntarti: Tandem: A Tale of Shadows. Un gioiello strano. Oscuro. Mentre Hoa ti accarezza con i suoi paesaggi dipinti a mano, Tandem ti trascina in un mondo vittoriano, cupo e teatrale, dove la luce e l’ombra non sono solo scenografia ma strumenti di sopravvivenza. Due personaggi, due prospettive, un unico cervello che deve capire come farli danzare insieme tra enigmi e riflessi. È più sinistro, sì, e anche un po’ inquietante; ma sotto quella patina gotica pulsa la stessa fantasia ingegnosa che rende Hoa così magnetico.

  Poi c’è Kena: Bridge of Spirits. Altro registro. Qui si combatte, si esplora, si risolve, si respira. È un’avventura che mescola enigmi e battaglie leggere dentro scenari talmente belli da sembrare usciti da un film d’animazione: roba da restare a bocca aperta per qualche secondo buono. Hoa, al confronto, è pacifica come una carezza sull’acqua; Kena, invece, vibra di energia, di ritmo. Entrambe però condividono quella passione per il verde vivo dei paesaggi e per le storie che vogliono farti sentire qualcosa, non solo farti premere tasti. 

 E infine… Ori and the Will of the Wisps. Ah, Ori! Forse il più celebrato tra tutti. Segue Ori and the Blind Forest, e lo supera in grazia visiva, in emozione pura, in fluidità di gioco che sembra musica più che movimento. È più arduo di Hoa, certo: richiede dita pronte e pazienza zen: ma regala lo stesso tipo di poesia interattiva: quella che ti fa sospirare davanti a uno schermo come se guardassi un tramonto vero. Se Hoa ti ha fatto meditare ma ti è mancato quel pizzico di sfida meccanica, allora Ori è il passo naturale successivo: la stessa anima, solo con il volume alzato.

Hoa

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Licenza commerciale

Specifiche

Ultimo aggiornamento 23 settembre 2026
Licenza Licenza commerciale
Autore Skrollcat Studio - PM Studios, inc., CE-Asia
Categoria Giochi
Sistema operativo Windows 7/8/8.1/10/11, macOS

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