Salta al contenuto

Presentato da

Lantern

Lantern

Da Brave New Software Project

3,8 Play Store (242.907 voti)
4 App Store (13 voti)
23/09/26
Licenza gratuita

Lantern è un’app leggera e silenziosa che abbatte i muri digitali e riporta Internet dove è stato bloccato. Facile da installare, funziona su Windows, macOS e Android, offrendo libertà d’accesso e connessioni stabili senza complicazioni né pubblicità.

Nessuna minaccia alla sicurezza rilevata. Controllato oggi tramite Google Safe Browsing

Informazioni su Lantern

 Lantern serve a una cosa sola. Far arrivare Internet dove Internet non vuole arrivare.  È un piccolo programma, niente fronzoli, che si mette lì, silenzioso come un gatto in soffitta, e apre porte digitali dove prima c’erano muri. Ti permette di navigare, di leggere, di guardare video anche se qualcuno, da qualche parte, ha deciso che non dovresti.  Non fa scena. Non lampeggia, non ti riempie lo schermo di promesse mirabolanti: lavora dietro le quinte, con la modestia di chi sa il fatto suo. Eppure, sotto quella calma apparente, c’è un meccanismo ingegnoso: una rete di percorsi tra pari e server intermedi che rimescola i pacchetti finché la censura si sbriciola come gesso vecchio.  Installarlo? Una passeggiata. 
Niente manuali da mille pagine, niente paroloni tecnici: clicchi, aspetti un attimo e (puff) il mondo digitale si spalanca davanti a te. Le chat riprendono vita, i video partono senza più blocchi, le notizie tornano a scorrere come acqua dopo la diga.  Lantern resta lì, discreto, finché non provi ad aprire un sito “vietato”. Ed è in quel momento che succede la magia: la pagina compare, come se nulla fosse mai stato bloccato. È un ponte invisibile sopra i muri digitali, un alleato silenzioso per chi non accetta che la rete abbia confini.

Perché dovrei scaricare Lantern?

 A volte Internet sembra un vicolo cieco. E non dovrebbe, accidenti.  Ti capita di non riuscire a vedere certi video, solo perché ti trovi nel posto “sbagliato” del pianeta. È come se qualcuno avesse tirato su muri digitali invisibili, lasciandoti fuori a guardare da una finestra chiusa.  Lantern entra in scena proprio lì: uno strumento che spacca quei muri come fossero di carta bagnata. 
La gente lo sceglie non per moda, ma perché funziona. Punto. Ti apre la porta, e basta. Ma quel “basta” è tutto.  In certi paesi, dove la rete è più una gabbia che un mare aperto, Lantern diventa quasi un compagno di viaggio indispensabile. Ti tiene agganciato al mondo esterno anche quando la connessione locale decide di farti il broncio, sia che tu viva lì o ci passi solo per lavoro o per un salto veloce.  Servizi che dovrebbero essere di tutti – social, streaming, università online – tornano a respirare grazie a lui. 
Lo installi e parte da solo, senza chiederti mille cose o far finta di essere un tecnico NASA: niente impostazioni complicate, niente registrazioni infinite. Tu pensi a navigare, lui si occupa del resto.  La cosa più sorprendente? Non pesa. Non rallenta nulla, non ti invade lo schermo con finestre inutili o pubblicità moleste ogni cinque minuti. Sta zitto e lavora. E quando ti serve davvero (in quei momenti in cui tutto sembra bloccato) eccolo lì: preciso come un colpo di chiave nella serratura giusta. 
Certo, non è una maschera totale come una VPN: non nasce per nascondere chi sei, ma per farti passare dove serve andare. È una lanterna, appunto: illumina il cammino invece di cancellarlo.  Il suo design è discreto al punto che te ne dimentichi; resta sullo sfondo come un respiro costante. Poi succede la magia: clicchi su un link bloccato e puff, si apre come se nulla fosse mai stato vietato.  Lantern è questo: una rete cifrata che lavora in silenzio per ridarti accesso in un mondo online sempre più frammentato. È app e ponte insieme: gli studenti lo usano per studiare, i cittadini per informarsi, i viaggiatori per chiamare casa senza barriere. Un piccolo strumento, sì. Ma con dentro l’idea enorme della libertà digitale.

Lantern è gratuito?

 Lantern apre porte chiuse. Sì, proprio così: ti fa sbirciare oltre quei muri digitali che di solito dicono “vietato entrare”.  La versione gratuita è come una chiave un po’ arrugginita ma ancora funzionante: non fa miracoli, però basta e avanza per chi naviga senza troppa furia, per chi non vive incollato allo schermo a scaricare l’impossibile.  Certo, esiste anche la sorella maggiore, quella a pagamento, più veloce, più lucida, con i muscoli tirati a lucido, ma la verità è che la maggior parte della gente resta fedele alla versione base. Forse per abitudine, forse per principio. O forse perché, in fondo, basta poter passare oltre.

Con quali sistemi operativi è compatibile Lantern?

 Lantern funziona quasi ovunque. Su Windows e macOS fila liscia come l’olio, nessun dramma, nessuna schermata che ti fa sudare freddo.  Poi c’è Android: lì la storia cambia ma in meglio, perché l’app sembra respirare insieme al telefono, stabile come una roccia anche quando la connessione decide di fare i capricci.  Linux? Ah, il regno dei coraggiosi. Bisogna sporcarsi un po’ le mani, installare tutto a mano e sperare che l’umore del sistema operativo sia buono quel giorno; non sempre raggiunge la stessa calma zen della versione per Windows, ma chi sceglie Linux di solito ama le sfide. 
E gli utenti iOS… poveri loro. Ancora niente Lantern ufficiale sul pianeta Apple, e la delusione si sente, come aspettare un treno che non arriva mai.  In sostanza: su computer e portatili comuni Lantern è pronta all’uso, e sugli Android gira che è una meraviglia. Gli altri? Devono solo avere un po’ di pazienza: o spirito d’avventura.

Quali sono le alternative a Lantern?

 Alcuni, diciamolo, non si accontentano di Lantern. C’è chi vuole di più, o semplicemente qualcosa di diverso, e allora va a caccia di strumenti che facciano lo stesso mestiere ma con un tocco proprio.  Il nome che salta fuori più spesso? Ultrasurf. È in giro da anni, eppure non ha perso smalto: leggero come una piuma, attraversa i muri digitali senza farsi notare. Non serve installarlo: lo lanci e via, anche da una chiavetta USB nascosta nel cassetto. L’interfaccia è spartana, quasi timida, ma tiene la connessione viva anche quando la rete arranca; apre porte che altri lasciano chiuse.  
Poi c’è Freegate. Un veterano delle zone “off-limits”, dove certi contenuti occidentali sono tabù. È minuscolo, quasi invisibile sul disco, perché lavora tramite sistemi proxy che fanno da ponte tra mondi separati. Gli utenti sotto censura lo amano per la sua affidabilità: veloce, costante, anche se l’aspetto grafico sembra uscito da un’altra epoca. L’installazione può far venire il mal di testa a qualcuno (troppi passaggi strani) ma una volta configurato fa esattamente ciò che promette.  
E infine Psiphon. Un ibrido furbo: mescola VPN, SSH e proxy HTTP in un solo corpo elastico che sceglie da sé la strada migliore per aggirare i blocchi. Non chiede all’utente decisioni tecniche (decide lui, come un autista esperto che conosce ogni scorciatoia della città digitale). Su iOS funziona a meraviglia (Lantern lì non arriva), offrendo un pacchetto completo per chi vuole respirare aria libera anche sul telefono. Non garantisce anonimato totale, no, ma abbatte le barriere con discreta efficacia; quando tutto il resto fallisce, Psiphon rimane lì, traballante forse, ma fedele come un vecchio amico che non ti lascia a piedi.

Lantern

Lantern

Licenza gratuita

Specifiche

Play Store
3,8 (242.907 voti)
App Store
4 (13 voti)
Ultimo aggiornamento 23 settembre 2026
Licenza Licenza gratuita
Autore Brave New Software Project
Categorie Internet, Sicurezza
Sistema operativo Windows, macOS, Android, Android, iOS iPhone / iPad, Linux

Schermate

App correlate a Lantern

Esplora di più

Tutti i marchi, i loghi, i file scaricabili e gli altri materiali protetti da copyright presenti su questo sito sono di esclusiva proprietà dei rispettivi titolari. Sono utilizzati qui esclusivamente a scopo informativo e illustrativo.