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Parallels Desktop

Parallels Desktop

Da Parallels International GmbH

09/06/26
99,99 € all'anno
Dimostrazione

Parallels Desktop permette di eseguire Windows, Linux e altri sistemi su Mac senza riavvii, con integrazione fluida e prestazioni elevate. Intuitivo e potente, offre modalità come Coherence e piani per utenti comuni, sviluppatori e aziende.

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Informazioni su Parallels Desktop

 Parallels Desktop. Un nome che suona quasi come un incantesimo per chi vive a metà tra due mondi: quello della mela e quello delle finestre. Con questo strumento puoi far convivere Windows (e pure altri sistemi, se ti va di sperimentare) dentro il tuo Mac, come se nulla fosse. E funziona. Senza riavvii, senza drammi: un clic e ti ritrovi con due universi che respirano nello stesso schermo, uno accanto all’altro, come coinquilini che finalmente hanno imparato a rispettarsi.  E la cosa buffa? Non serve essere un mago dell’informatica. 
L’interfaccia è pulita, quasi gentile; l’installazione ti prende per mano e ti accompagna passo dopo passo, senza farti sentire stupido. In pochi minuti sei operativo, e inizi a notare quanto bene si intreccino macOS e Windows, una danza fluida, nonostante condividano lo stesso cuore di silicio.  C’è pure una modalità speciale: apri le app di Windows e sembrano nate per Mac. Trascini file da una parte all’altra come se stessi spostando fogli sulla scrivania; niente copie inutili, niente confusione. Tutto scorre con una naturalezza quasi sospetta.  Insomma: se sei uno sviluppatore curioso, un tester metodico o semplicemente un giocatore che non vuole rinunciare ai titoli esclusivi di Windows, Parallels Desktop è quella scorciatoia elegante che ti evita di comprare un secondo computer. Un piccolo trucco tecnologico che fa sembrare la convivenza tra sistemi rivali non solo possibile, ma addirittura piacevole.

Perché dovrei scaricare Parallels Desktop?

 Non tutti i programmi di virtualizzazione si comportano bene con i Mac. Parallels Desktop sì. È come se fosse nato dentro macOS: ogni ingranaggio gira al ritmo giusto, senza strappi, senza quella sensazione di “emulazione forzata” che ti fa venir voglia di spegnere tutto. Eppure è potente, pieno di funzioni da smanettoni, ma talmente intuitivo che anche chi non ama le impostazioni complicate ci si muove come in un parco giochi. 
Niente riavvii infiniti. Con la maggior parte dei software simili devi spegnere e riaccendere il computer ogni volta che vuoi cambiare sistema; qui no: passi da macOS a Windows come se stessi saltando da un’app all’altra, con un clic distratto e zero attese.  In origine Parallels Desktop era pensato per far girare Windows sui Mac. Poi ha allargato gli orizzonti: oggi puoi installarci anche varie distribuzioni Linux, e lui non fa una piega. Supporta vecchie versioni di Windows e pure la più recente, la 11, senza chiederti troppi favori. Niente dischi d’installazione da cercare nei cassetti: scarica da solo l’immagine giusta e in pochi minuti ti ritrovi il sistema pronto all’uso.  C’è una modalità che adoro: si chiama Coherence Mode. Ti permette di far sembrare le app Windows come se fossero nate su Mac: niente finestre incastrate dentro desktop virtuali, ma icone vere nel Dock, finestre libere che puoi spostare a piacimento. È quasi inquietante quanto sembri naturale.  Scaricandolo ti accorgi subito che parla la lingua del Mac: riconosce Spotlight, usa la Touch Bar, condivide stampanti e appunti tra i due mondi come se nulla fosse. Puoi trascinare file avanti e indietro, creare cartelle condivise, copiare e incollare senza pensarci troppo. È una convivenza pacifica tra sistemi operativi che di solito non si sopportano. 
E le prestazioni? Dipende da te. Quando installi un nuovo sistema puoi decidere quanta CPU o RAM regalargli; più il tuo Mac è muscoloso, più libertà hai. Così puoi far girare anche applicazioni pesanti senza che tutto si impantani. C’è pure l’accelerazione grafica 2D/3D e il supporto a DirectX o OpenGL (roba seria per chi lavora (o gioca) sul serio).  Parallels Desktop non è gratuito, ma offre diversi piani a pagamento. Il livello Pro è una chicca per sviluppatori: integrazione con Visual Studio, macchine virtuali “senza testa”, controlli da riga di comando e profili di configurazione personalizzati. Puoi anche scattare un’istantanea del sistema in qualsiasi momento (una specie di macchina del tempo digitale) per tornare indietro se qualcosa va storto.  E poi c’è la parte “pulizia”: ottimizza lo spazio disco comprimendo quello virtuale e recuperando i gigabyte sprecati; funziona anche con dischi esterni formattati per Windows e mantiene aggiornato il sistema ospite con patch e update di sicurezza automatici. Insomma: un piccolo universo parallelo dentro il tuo Mac, dove tutto fila liscio come se fosse sempre stato lì.

Parallels Desktop è gratuito?

 Puoi scaricare Parallels Desktop e giocarci gratis per due settimane. Quattordici giorni secchi. Poi, però, arriva il conto: serve una licenza a pagamento, una delle loro.  Ne hanno tre, come i moschettieri, ma più digitali: Standard, Pro e Business. Ognuna con la sua personalità, diciamo così; la prima fa felici gli utenti tranquilli o i giocatori della domenica, le altre due invece strizzano l’occhio a chi lavora sul serio, alle aziende che vogliono un’arma potente e stabile per gestire tutto senza impazzire.  Tutte funzionano con abbonamento annuale (il solito rituale del rinnovo), ma se sei del tipo “voglio pagare una volta e basta”, puoi prendere la licenza perpetua della versione Standard. Una specie di matrimonio digitale senza scadenza.

Con quali sistemi operativi è compatibile Parallels Desktop?

 Puoi scaricare e far girare Parallels Desktop su macOS a partire dalla versione 10. 14. Facile, no? Beh, quasi. Funziona sia sui Mac con chip Intel che su quelli con i nuovi cervelli Apple Silicon, M1, M2, M3, che hanno quella loro architettura della memoria tutta nativa, elegante e un po’ capricciosa.  E poi viene la domanda che tutti si fanno: “Ma cosa ci posso installare dentro?” 
La risposta è un buffet tecnologico: Windows 7, 10, 11; le varie anime di Linux come Ubuntu, Debian, Fedora, Arch o Kali; persino vecchie versioni di macOS pensate solo per Intel, se ti prende la nostalgia dei tempi andati.  Ah, e sì, c’è pure un modo per emulare Android o qualche sistema open source sperimentale. Ma non aspettarti miracoli: girano, certo, ma con le ali tarpate.

Quali sono le alternative a Parallels Desktop?

 Un rivale? Certo che c’è. Si chiama VirtualBox. Gratis, open source, roba di Oracle. Funziona ovunque: Windows, Linux, e pure sui vecchi Mac con chip Intel, sia come ospite che come padrone di casa. E la cosa buffa è che fa un sacco di trucchi: salva “istantanee” delle macchine virtuali, digerisce vari formati di disco e ti lascia attaccare chiavette USB come se niente fosse.  
Poi c’è VMware Fusion. Pensato per chi vive nel mondo Mac, e se sei un utente privato te lo porti a casa senza spendere un centesimo. Le aziende invece devono pagare la licenza, ma in cambio ottengono chicche da smanettoni: cifratura delle macchine virtuali, uso di più core della CPU, configurazioni di rete avanzate e quella modalità “Unity” che fa sembrare le app Windows come se fossero nate su macOS. Magia pura, quasi inquietante. E non finisce qui. 
Accanto a Fusion c’è il fratello PC: VMware Workstation. Solo per Windows e Linux, lucidato per girare veloce e stabile; disponibile sia in versione gratuita che a pagamento. Ti lascia fare snapshot, cifrare le VM o giocare con reti virtuali complesse come un ingegnere in laboratorio. Perfetto se sei sviluppatore, amministratore di sistema o parte di un team aziendale che vive di codice e cavi intrecciati. Serve un ambiente sicuro per testare? O stai costruendo qualcosa che deve funzionare su più piattaforme? Ecco, Workstation è lì per questo.

Parallels Desktop

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Specifiche

Ultimo aggiornamento 9 giugno 2026
Licenza Dimostrazione
Autore Parallels International GmbH
Categoria Utility
Sistema operativo macOS

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