Salta al contenuto

Presentato da

VirtualBox

VirtualBox

Da Oracle

20/10/26
7.2.22
Software libero

VirtualBox è un software gratuito e open‑source che consente di creare e gestire macchine virtuali su Windows, macOS, Linux e Solaris. Perfetto per sviluppatori e curiosi, permette di testare sistemi diversi senza rischiare il proprio computer reale.

Nessuna minaccia alla sicurezza rilevata. Controllato oggi tramite Google Safe Browsing

Informazioni su VirtualBox

 VirtualBox. Un nome che suona quasi fantascientifico, vero? È quel programma che ti permette di far convivere più mondi dentro lo stesso computer, come se il tuo PC fosse un condominio di sistemi operativi.  Immagina: una finestra dentro lo schermo, e lì dentro un altro universo digitale che si muove, risponde, crasha pure se vuoi. Puoi installarci Windows, macOS, o qualche creatura più esotica che pochi hanno mai visto girare davvero; e tutto questo senza toccare il tuo sistema principale, come se stessi giocando con un ologramma che però lavora sul serio.  
Serve davvero? Oh sì. Se ti capita di testare software, costruire strumenti che devono funzionare su piattaforme diverse, riesumare vecchie applicazioni o semplicemente curiosare in un sistema alternativo senza rischiare di mandare in tilt il tuo computer “vero”, allora VirtualBox è la tua tana segreta. 
E sai la parte migliore? È gratuito. Aperto come una finestra d’estate. Lo offre Oracle, ma in realtà è la comunità a tenerlo vivo: chiunque può metterci mano, migliorarlo, smontarlo e condividere le proprie modifiche con gli altri smanettoni del pianeta.  In poche parole: non devi spendere un centesimo per avere qualcosa che regge il confronto con i giganti a pagamento. E spesso, te lo dico, li batte pure in flessibilità e tenacia.

Perché dovrei scaricare VirtualBox?

 Hai presente quando devi saltare da un sistema operativo all’altro come un acrobata digitale? Ecco, in quei momenti VirtualBox diventa il tuo migliore amico. Ti salva la giornata. Per chi sviluppa, smanetta in IT, studia informatica o ha nostalgia dei vecchi giochi, è una specie di portale magico: in pochi minuti puoi montare un altro sistema dentro al tuo computer e usarlo come se fosse quello principale.  Scarichi VirtualBox, lo installi dove vuoi (Windows, macOS, Linux, persino Solaris) e lui gira tranquillo, senza fare storie. È bello perché non serve avere mille macchine diverse: una basta e avanza. E la cosa sorprendente è che funziona bene dappertutto, stabile come una roccia. 
I sistemi “ospiti”, cioè quelli che puoi installare dentro VirtualBox, sono un esercito: da Windows XP fino all’11, passando per macOS (ma solo se parti da un Mac vero), Linux in tutte le sue tribù (Ubuntu, Fedora, Arch, Debian) più BSD e Solaris.  Finito di lavorare sulla macchina virtuale? Nessun dramma. 
Puoi scattare una “fotografia” del sistema, un’istantanea precisa di quel momento. Poi torni indietro quando vuoi, come se avessi un telecomando del tempo: perfetto per chi testa software o sviluppa e non vuole rifare ogni volta tutta la configurazione da zero. 
E non finisce lì. Puoi spostare file tra il sistema reale e quello virtuale, copiare e incollare testo come se fossero la stessa cosa; e c’è pure una modalità “Seamless” che fa sembrare i programmi della macchina virtuale parte integrante del tuo desktop reale. Magia pura. 
Se poi sei uno di quelli che ama smanettare sul serio, puoi giocare con le impostazioni di rete, creare spazi condivisi per lo sviluppo o simulare ambienti complessi con server e configurazioni personalizzate.  Con VirtualBox puoi creare dischi virtuali, far girare macchine in background e controllarle via riga di comando o desktop remoto. 
E per i più tecnici (quelli che vogliono tutto sotto controllo) c’è la possibilità di attivare varie forme di virtualizzazione hardware, emulare sistemi Intel o AMD e regolare CPU virtuali, RAM, GPU e porte USB a piacimento. Insomma, un laboratorio digitale tascabile per chi vive di curiosità tecnologica e non sopporta i limiti imposti dal proprio computer fisico.

VirtualBox è gratuito?

 Certo che sì. È roba open‑source, quindi puoi scaricare VirtualBox senza spendere un centesimo, sia che tu lo usi per smanettare a casa, sia che ti serva in ufficio per lavoro. Il programma gira sotto licenza GNU GPL, quella che lascia respirare il codice e chi lo usa. Ah, e c’è pure un “pacchetto extra”: aggiunge funzioni più toste, roba da utenti esigenti. Gratis? Solo se non ci fai soldi sopra; per l’uso commerciale, invece, tocca pagare il biglietto.

Con quali sistemi operativi è compatibile VirtualBox?

 Puoi metterlo praticamente ovunque. Su Windows, certo, da quel vecchio 7 che ancora resiste fino all’11 lucido e un po’ presuntuoso, sia a 32 che a 64 bit. 
E poi macOS, ma solo quelli con cuore Intel: niente magie con i chip nuovi, per ora. Linux? Ah, lì è un carnevale: Ubuntu, Debian, Fedora, Arch… e chi più ne ha più ne installi. Persino Solaris, per i nostalgici delle stanze server che odorano di ozono e caffè bruciato.  E la cosa buffa (o geniale, dipende da come la guardi) è che puoi far girare dentro VirtualBox un numero ancora maggiore di sistemi ospiti. 
Una specie di matrioska digitale: sistema dentro sistema dentro sistema. Ti gira la testa solo a pensarci.  La parte migliore? Non cambia nulla tra un host e l’altro. Le prestazioni restano stabili, quasi sospette nella loro coerenza; le funzioni sono le stesse ovunque, come se il programma avesse deciso di essere democratico fino in fondo. Così non devi impazzire cercando alternative o soluzioni miracolose: installi, avvii e via, tutto fila liscio, più o meno.

Quali sono le alternative a VirtualBox?

 Cerchi un attrezzo fatto apposta per i Mac? VMware Fusion è quello. Un piccolo mostro di virtualizzazione pensato con la mela in testa.  Con lui puoi infilare dentro al tuo macOS un Windows o un Linux, come se nulla fosse, scegliendo se pagare (Fusion Pro) o restare sul gratuito (Fusion Player). Ma occhio: la licenza a pagamento apre porte segrete, reti virtuali su misura, cloni legati come gemelli siamesi e cifrature che sembrano uscite da un film di spionaggio.  
E poi c’è la chicca: funziona pure con i nuovi chip Apple Silicon. Se hai uno di quei Mac lucidi e silenziosi, ti sentirai a casa. Ah, e la modalità “Unity”? Una specie di magia: lanci le app Windows direttamente dal dock del Mac, come se fossero nate lì. Volendo puoi pure attivare l’accelerazione 3D… ma non esagerare, perché il tuo computer potrebbe iniziare a sudare freddo.  Poi c’è Parallels Desktop, l’altro pretendente al trono, esclusivo per macOS. Ti permette di far convivere Windows e Linux accanto al sistema della mela senza litigi: trascini file da una parte all’altra, copi e incolli roba come se fosse tutto lo stesso mondo. 
Supporta anche i chip M1/M2, certo, ma qui niente regali: solo versioni a pagamento. Tre livelli, per la precisione (Standard, Pro o Business) a seconda che tu voglia giocare col cloud, gestire un team o spingerti nelle profondità della virtualizzazione annidata. 
E infine lui: VMware Workstation. Altro pianeta. Pensato per Windows e Linux, disponibile sia gratis che a pagamento. Offre snapshot solidi come roccia, gestione di rete fine come orologeria svizzera, accelerazione GPU per chi ama le grafiche fluide e cifrature blindate da bunker digitale. 
Puoi usare più monitor, clonare macchine virtuali come fossero origami o automatizzare tutto da riga di comando con controllo remoto incluso.  Se ti serve potenza vera, quella che non trema davanti a carichi enterprise o configurazioni da laboratorio, Workstation è la scelta da veterano: affidabile, profonda e un po’ ruvida, proprio come certi strumenti che non tradiscono mai.

VirtualBox

VirtualBox

Software libero
7.2.22

Specifiche

Versione 7.2.22
Ultimo aggiornamento 20 ottobre 2026
Licenza Software libero
Autore Oracle
Categorie Utility, Sistema operativo
Sistema operativo Windows 64 bits - 10/11, macOS (Intel), macOS (Apple Silicon), Linux

Schermate

App correlate a VirtualBox

Esplora di più

Tutti i marchi, i loghi, i file scaricabili e gli altri materiali protetti da copyright presenti su questo sito sono di esclusiva proprietà dei rispettivi titolari. Sono utilizzati qui esclusivamente a scopo informativo e illustrativo.