Salta al contenuto

Presentato da

pCloud

pCloud

Da pCloud LTD

4,6 Play Store (95.175 voti)
4,7 App Store (8.254 voti)
22/10/26
Licenza gratuita

pCloud è una cassaforte digitale che unisce libertà e sicurezza: sincronizza file su ogni dispositivo, offre crittografia avanzata con pCloud Crypto e piani “a vita”. Funziona su Windows, macOS, Linux, iOS e Android, con 10 GB gratuiti per iniziare.

Nessuna minaccia alla sicurezza rilevata. Controllato oggi tramite Google Safe Browsing

Informazioni su pCloud

 pCloud è come una cassaforte digitale, ma con le chiavi sempre in tasca. Ti lascia muovere i tuoi file come vuoi, senza quella sensazione di essere incatenato a un disco rigido che si riempie troppo in fretta.  E la cosa buffa? Funziona per tutti: chi lavora da casa con mille documenti sparsi e chi gestisce progetti enormi pieni di video, foto, idee. Tutto finisce in un unico punto, accessibile da qualsiasi dispositivo che respiri internet. Una specie di “centro di gravità permanente” dei tuoi dati, se vogliamo dirla così.  La sincronizzazione? Precisa come un orologio svizzero. Ti sposti dal telefono al computer e i file ti seguono, fedeli come cani ben addestrati. 
E poi c’è la sicurezza, che non è un dettaglio: è il cuore pulsante della piattaforma.  I dati vengono custoditi in strutture blindate, con crittografia che sembra uscita da un film di spionaggio. E se vuoi esagerare, puoi attivare pCloud Crypto: una barriera ulteriore, tutta tua, che nemmeno il fornitore del servizio può oltrepassare. È come avere una stanza segreta dentro la cassaforte.  Molti la scelgono anche per un motivo molto umano: la libertà di scegliere tra abbonamenti o piani “per sempre”. Paghi una volta e basta: niente bollette mensili a inseguirti.  Ma pCloud non si ferma al semplice “archiviare”. No, va oltre: ti permette di ascoltare musica o guardare video direttamente dal cloud, senza scaricare nulla prima. 
Puoi creare cartelle, condividere link sicuri con colleghi o amici, perfino fare il backup dei tuoi social media: una specie di memoria esterna per la tua vita digitale. Insomma: non è solo uno spazio dove mettere i file. È un ecosistema ordinato e protetto dove ogni byte trova casa, e tu finalmente puoi respirare sapendo che tutto è lì, al sicuro e a portata di clic.

Perché dovrei scaricare pCloud?

 Scaricalo. Sì, proprio pCloud.  È come avere un caveau digitale che non ti svuota il portafoglio e, cosa non da poco, funziona davvero bene. Dentro ci puoi buttare di tutto: documenti, foto, video, persino quelle registrazioni vocali che non sai mai dove mettere. E la cosa buffa? Ti basta un clic per ritrovare tutto, ovunque tu sia: casa, treno, spiaggia con Wi‑Fi traballante.  L’interfaccia? Semplice da far quasi sospettare che ci sia un trucco. Carichi, condividi, sistemi le cartelle in pochi passaggi; niente labirinti di menu o pulsanti misteriosi.  Ma il vero asso nella manica è la crittografia. 
Una fortezza invisibile.  C’è questa funzione chiamata pCloud Crypto: i file vengono blindati direttamente sul tuo dispositivo, prima ancora di partire per il viaggio nella nuvola. La chiave per aprirli resta solo tua (neppure pCloud può sbirciare dentro). Se hai roba delicata o personale, è come mettere il lucchetto e buttare via la copia della chiave.  Poi c’è la parte “sociale”, quella che fa sorridere chi lavora in squadra o condivide spesso materiale: link protetti, accessi controllati, possibilità di far modificare o solo guardare i file. Un piccolo ecosistema che si adatta tanto al freelance solitario quanto all’ufficio pieno di gente rumorosa. 
E non finisce lì. Puoi ascoltare musica o guardare video direttamente dal cloud: niente download infiniti né memoria del telefono che implora pietà. È perfetto per chi vive con dispositivi leggeri o senza software pesanti; e sì, puoi anche fare backup dei tuoi social preferiti: Facebook, Instagram e compagnia bella finiscono al sicuro in un clic distratto.  Il tocco finale? Il pagamento. Qui pCloud gioca sporco (in senso buono): invece dell’abbonamento mensile eterno come una telenovela, ti propone un piano “a vita”. Paghi una volta e basta; lo spazio resta tuo senza scadenze o sorprese in bolletta. Se però ami la routine delle rate, ci sono pure quelle (libertà totale di scegliere come ti pare).  Insomma: pratico, blindato e un po’ ribelle. Come dovrebbe essere ogni buon rifugio digitale.

pCloud è gratuito?

 pCloud ti regala spazio. Dieci gigabyte, per essere precisi. Non è poco, ma nemmeno l’universo: giusto quel tanto che basta per tenere al sicuro i file che contano davvero, quelli che non vuoi perdere nemmeno sotto tortura digitale. Il pacchetto base, insomma, fa il suo mestiere: conserva documenti, foto, pezzi di vita quotidiana senza chiederti nulla in cambio.
Poi c’è la versione “da grandi”. Due terabyte interi (sì, due mila gigabyte) e un arsenale di extra che fanno gola: pCloud Crypto per blindare i tuoi segreti e una cronologia dei file che si allunga come una scia nel tempo. Prima di buttarti nel premium, però, puoi curiosare tutto con calma: la versione gratuita è lì apposta, un assaggio generoso per capire se vale la pena fare il salto.

Con quali sistemi operativi è compatibile pCloud?

 pCloud gira ovunque. Letteralmente. Sul portatile dell’ufficio, sul Mac del cugino, perfino su quel vecchio Linux che nessuno osa più toccare: lui funziona, sereno come se nulla potesse fermarlo. È un tipo adattabile, diresti quasi camaleontico, che si muove tra Windows, macOS, iOS e Android con la disinvoltura di chi ha imparato a non farsi limitare da un solo habitat digitale.  E poi c’è il lato “fantasma”: la versione web. Ti basta un browser (qualsiasi) e zac, i tuoi file appaiono come per magia anche su un computer preso in prestito o in una biblioteca rumorosa. Nessun vincolo, solo accesso puro e semplice.  Chi usa il computer trova nelle app mobili un piccolo lusso: caricare documenti al volo, condividere foto o ascoltare musica in streaming mentre il mondo scorre fuori dal finestrino. Tutto fila liscio, quasi troppo liscio… ma non lamentiamoci, per una volta che la tecnologia fa il suo mestiere senza capricci.

Quali sono le alternative a pCloud?

 La gente, nel dubbio, sceglie Google Drive. È diventato il rifugio principale per chi abbandona pCloud.  E sai perché? Perché quei 15 GB gratuiti fanno gola, e soprattutto si incastrano alla perfezione con tutto l’arsenale di Google Workspace: Documenti, Fogli, Presentazioni e compagnia bella. Un ecosistema che sembra respirare da solo, dove puoi scrivere a quattro mani con qualcuno dall’altra parte del mondo e vedere le parole comparire in tempo reale come se foste nella stessa stanza.  pCloud, certo, non è da buttare: digerisce PDF, immagini, video e mille altri formati senza batter ciglio. Ma Google ha un asso nella manica: la crittografia che protegge i file dal momento in cui partono fino a quando trovano casa nei suoi server blindati. E quando Drive si intreccia con gli altri servizi di Big G, il valore schizza in alto, tutto parla la stessa lingua digitale. C’è però un piccolo inganno: lo spazio condiviso tra i vari servizi si riempie in fretta, e ti ritrovi presto a fare pulizia come in un vecchio hard disk impolverato. 
Poi c’è Dropbox. Vecchia gloria. Ha costruito la sua reputazione su una promessa semplice: sincronizzare senza stress. E mantiene la parola. È uno dei pionieri del cloud e continua a farsi rispettare grazie alla velocità con cui distribuisce i file su ogni dispositivo che possiedi; quasi magico, se ci pensi. La chicca? Smart Sync: ti mostra tutti i tuoi file anche se non occupano spazio sul computer. Un’illusione ben riuscita. E per chi lavora in squadra c’è Paper, uno strumento collaborativo che rende il lavoro di gruppo meno caotico (o almeno ci prova).  Gli utenti gratuiti però devono fare i conti con la realtà: due GB sono una risata amara se hai file pesanti. Le versioni a pagamento invece spalancano le porte: più spazio, più controllo, più strumenti per gestire team e progetti senza impazzire.  
E infine: Apple. Se vivi immerso nel suo mondo lucido e chiuso come una bolla di vetro, iCloud è la scelta naturale: funziona su macOS e iOS come un servo silenzioso che salva foto e documenti senza chiederti nulla. Peccato per quei miseri 5 GB iniziali legati all’Apple ID: finiscono in un lampo, come il caffè del mattino. Per fortuna gli upgrade costano poco e ti danno respiro, permettendo backup di file enormi e librerie multimediali intere. Certo, fuori dal giardino di Apple le cose si complicano: la compatibilità è limitata e l’apertura verso altri sistemi resta un sogno a metà.

pCloud

pCloud

Licenza gratuita

Specifiche

Play Store
4,6 (95.175 voti)
App Store
4,7 (8.254 voti)
Ultimo aggiornamento 22 ottobre 2026
Licenza Licenza gratuita
Autore pCloud LTD
Categorie Ufficio, Internet
Sistema operativo Windows 64 bits - 7/8/10/11, macOS, Android, Android, iOS iPhone / iPad, Linux, Applicazione web, Estensione Google Chrome, Estensione Microsoft Edge, Estensione Mozilla Firefox

Schermate

App correlate a pCloud

Esplora di più

Tutti i marchi, i loghi, i file scaricabili e gli altri materiali protetti da copyright presenti su questo sito sono di esclusiva proprietà dei rispettivi titolari. Sono utilizzati qui esclusivamente a scopo informativo e illustrativo.