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Presentato da

PostgreSQL

PostgreSQL

Da The PostgreSQL Global Development Group

13/08/26
18.6
Licenza gratuita

PostgreSQL è un potente database open source, affidabile e flessibile. Gestisce dati complessi con rigore, supporta estensioni come PostGIS e funziona su quasi ogni sistema operativo. Gratuito, sicuro e sostenuto da una comunità globale appassionata.

Nessuna minaccia alla sicurezza rilevata. Controllato oggi tramite Google Safe Browsing

Informazioni su PostgreSQL

 PostgreSQL, o per gli amici “Postgres”. Un cervellone, davvero.  È un sistema di gestione di database che non si limita a custodire montagne di dati come un archivista ossessivo: li protegge, li ordina con una precisione quasi maniacale e, quando serve, li tira fuori in un lampo per le applicazioni che ne hanno bisogno. Non è un programmino da cliccare sul desktop, tipo Word o simili; è il motore nascosto sotto il cofano di una marea di siti web, app sul telefono e software che usi ogni giorno senza nemmeno accorgertene.  E sai qual è la sua carta vincente? 
Non si accontenta dei soliti nomi e numeri. No. Postgres è un database “a oggetti relazionali”, roba seria: sa gestire dati complessi, intrecci logici tra tabelle e relazioni che sembrano fili di ragnatela dentro una mente matematica. Gli sviluppatori lo adorano perché non tradisce mai: segue le regole con rigore quasi militare, e questa affidabilità lo rende il custode preferito dei progetti più delicati.  Ah, e non dimentichiamolo: è open source. 
Tradotto: una comunità immensa di smanettoni e visionari sparsi per il pianeta lo costruisce, lo migliora, lo coccola da più di trent’anni. Tre decenni! In questo tempo è diventato una specie di mostro sacro tra i database: pieno zeppo di funzioni, stabile come una roccia e capace di girare praticamente ovunque (Windows, Linux (in mille sapori diversi), macOS, Solaris, BSD. . . insomma, se c’è un sistema operativo in giro, Postgres probabilmente ci vive già dentro).

Perché dovrei scaricare PostgreSQL?

 La cosa più affascinante di PostgreSQL? La sua testardaggine nel non tradirti mai. È un guardiano inflessibile dei tuoi dati, come un bibliotecario che non perde nemmeno una pagina, nemmeno sotto un uragano digitale. Quando ci butti dentro qualcosa, resta lì: integro, pulito, intatto. Segue alla lettera quei principi un po’ criptici chiamati ACID (roba da tecnici, sì) ma in pratica significa che ogni transazione è trattata con la delicatezza di chi maneggia vetro soffiato. Ecco perché le aziende ci affidano i loro conti, i sistemi finanziari, le applicazioni dove perdere un bit sarebbe come far saltare in aria una cassaforte.  Potente? Oh sì. PostgreSQL è una bestia elegante: appena installato ha già dentro funzioni che altrove ti fanno pagare licenze da capogiro. Può gestire query complicatissime e reggere orde di utenti che leggono e scrivono dati nello stesso momento senza andare in tilt. 
E non si limita a numeri e parole: digerisce tipi di dati di ogni genere, come se fosse nato per adattarsi a qualsiasi linguaggio del mondo digitale.  Ma il vero colpo di scena è la sua anima elastica. Puoi piegarlo, estenderlo, reinventarlo quasi a piacimento. Ti serve lavorare con mappe e coordinate geografiche? Ti basta aggiungere PostGIS e (puff!) Postgres diventa un sistema informativo geografico completo, pronto a disegnare il mondo su schermo. Questa capacità di accogliere nuovi tipi di dati, funzioni e moduli lo rende una specie di camaleonte tecnologico: cambia pelle per ogni progetto che gli affidi.  E sai la cosa buffa? Nonostante tutta questa potenza, è perfetto anche per chi comincia da zero. 
Gratis, completamente libero: un laboratorio ideale per capire come respirano davvero i database. Lo installi sul tuo computer e inizi a sperimentare, senza dover vendere un rene per una licenza. Intorno c’è una comunità vivissima (forum, guide, articoli scritti da gente che ci ha perso notti intere ma poi ti spiega tutto con passione contagiosa). E poi c’è quel dettaglio che fa la differenza: nessuna multinazionale lo tiene al guinzaglio. PostgreSQL appartiene alla sua gente, a una rete globale di volontari che lo custodiscono come un bene comune. Niente clausole strane, niente gabbie commerciali; solo codice aperto e sviluppo trasparente. Lo puoi installare ovunque: Windows, Linux (qualsiasi sapore tu preferisca), macOS, Solaris o BSD. Libero davvero (nel senso più pieno della parola).

PostgreSQL è gratuito?

 Sì, PostgreSQL non ti costa un centesimo. Gratis davvero. E non è una di quelle “licenze libere ma con l’asterisco”: qui parliamo di una licenza open‑source generosa, quasi anarchica, che ti lascia fare praticamente tutto: scaricare, smontare, ricostruire, ridistribuire il tutto come se fosse un tuo giocattolo digitale. Puoi usarlo per il tuo esperimento notturno nel garage, per un’aula universitaria piena di studenti insonnoliti o per un colosso aziendale che macina dati come un mulino impazzito; nessuno ti chiederà un euro, né royalties né balzelli nascosti. Un piccolo miracolo nel mondo del software.

Con quali sistemi operativi è compatibile PostgreSQL?

 PostgreSQL gira ovunque. Letteralmente.  È una di quelle creature software che non si fanno spaventare da un logo diverso sullo schermo: lo butti su Linux, e fila; lo metti su Windows, e pure lì si comporta come se fosse a casa sua; su macOS poi, elegante come un ospite che sa dove sono i bicchieri. E non finisce lì, perché anche i sistemi un po’ più “vintage” o da smanettoni (tipo FreeBSD o Solaris) lo accolgono senza troppe storie. È come quel viaggiatore che, ovunque atterri, trova subito un bar dove lo chiamano per nome.

Quali sono le alternative a PostgreSQL?


 MariaDB nasce da una sorta di ribellione affettuosa: gli stessi cervelli che avevano dato vita a MySQL, un giorno, hanno deciso di riprendersi il giocattolo e farlo correre libero. È open source, ovvio, ma non è solo una questione di licenze: è quasi una dichiarazione d’indipendenza. E sai qual è la sua mossa più furba? Puoi passare da MySQL a MariaDB senza toccare una riga del tuo codice. Magia pura. Velocissima. Soprattutto su certe query che sembrano volare via come rondini d’estate, e con una comunità che non dorme mai, sempre lì a migliorare, discutere, smontare e ricostruire tutto con entusiasmo quasi artigianale. 
Come PostgreSQL, è totalmente libera. E gira ovunque: Linux, Windows, macOS… se ha un processore, lei ci sta. MongoDB invece è un’altra storia. Niente tabelle rigide, niente colonne che ti costringono a infilare i dati dentro gabbie troppo strette. Qui si parla di documenti flessibili, roba tipo JSON, che respirano e si adattano come plastilina digitale. Perfetta per le web app moderne che cambiano forma ogni settimana; e quando devi scalare su decine di server in un lampo, lei non si spaventa: si allarga come un polmone gigante. C’è la versione Community, gratuita e aperta come una piazza, e quella Enterprise per chi vuole il pacchetto completo con tutti i comfort. Anche qui: Linux, Windows, macOS… nessuno escluso. 
E poi c’è SQLite. Minuscola ma tosta. Non ha bisogno di server né configurazioni astruse: è solo una libreria che infili dentro la tua app e via, funziona. È così leggera che quasi ti chiedi se stia davvero lì; eppure regge botta in milioni di applicazioni mobili, desktop o qualsiasi altra cosa ti venga in mente che richieda un database semplice ma affidabile come un coltello svizzero. È dominio pubblico (quindi davvero libera) e gira praticamente su ogni sistema operativo che ti possa venire in mente. Un piccolo motore universale nascosto dentro mille programmi che usiamo ogni giorno senza nemmeno accorgercene.

PostgreSQL

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Licenza gratuita
18.6

Specifiche

Versione 18.6
Ultimo aggiornamento 13 agosto 2026
Licenza Licenza gratuita
Autore The PostgreSQL Global Development Group
Categorie Internet, Sviluppo
Sistema operativo Windows 64 bits - 10/11, macOS, Linux

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